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Loris Stival news processo, Veronica piange in aula ed esclama: Non arretrerò di un passo”

Nuova udienza, oggi 5 ottobre in tribunale a Ragusa, del processo con rito abbreviato a carico di Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio di 8 anni, Loris Stival. Veronica Panarello a fine udienza è scoppiata in lacrime ed ha esclamato: “Non arretrerò di un passo sulla mia posizione”, riconfermando per l’ennesima volta le accuse al suocero, Andrea Stival, nei confronti del quale ha tuonato: “Scandaloso! Non soltanto hai ucciso Loris, ma hai anche il coraggio di chiedermi un risarcimento del danno!”. Quella odierna è stata la giornata delle parte civili –  gli avvocati Daniele Scrofani per Davide Stival e Francesco Biazzo per Andrea Stival, nonno paterno della vittima, costituitosi parte civile e nel contempo indagato come atto dovuto dalla Procura perché chiamato in correità dalla nuora Veronica, che lo accusa dell’omicidio.

Scrofani ha ribadito in aula che né lui né il suo assistito, padre di Loris, credono al movente fornito dalla Panarello (la presunta relazione tra lei e il suocero, scoperta dal piccolo Loris) e benché lunedì scorso il pm Marco Rota lo abbia reputato “plausibile”, “in realtà l’individuazione del movente tecnicamente non sposta nulla in questo processo”, ha precisato l’avvocato Scrofani, “perché abbiamo analizzato tutto il dato processuale ai fini di una individuazione del colpevole del reato e le prove indicano che la signora ha commesso questo reato”. Scrofani oggi ha chiesto 2 milioni di risarcimento per Davide Stival e 2 per sua madre Pinuccia Aprile, precisando: “Davide ha subito una lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni, accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall’imputata e per questo chiediamo un risarcimento di due milioni”.

Diversa la posizione di Francesco Biazzo, avvocato di Andrea Stival, secondo cui invece Veronica ha chiamato in causa suo suocero solo perché la persona a lei più vicino: “Oggi noi abbiamo esaminato il movente e dimostrato, a fronte delle carte processuali, che quello che dice la Panarello è assolutamente falso … il bambino è morto in realtà perché le creava una non tranquillità  nella ordinarietà della vita e lei ha così deciso di uccidere il figlio nei confronti del quale aveva un rapporto conflittuale, Loris era un bambino complicato, non voleva mangiare, rifiutava di andare a scuola”. Biazzo ha chiesto per il suo assistito un risarcimento equitativo (non quantificato, dunque) la cui entità sarà il giudice a stabilire. Il legale del nonno di Loris ha altresì anticipato di avere trasmesso gli atti alla Procura per il reato di calunnia.

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