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Huawei bandito dagli USA: in Italia cosa succede?

Donald Trump, presidente americano, in questi giorni si è scagliato contro il colosso della tecnologia cinese, Huawei. Trump ha impedito a Huawei di usare il 5G  in America e ora gli impedisce di comprare tecnologia di aziende americane. Si sa che le scelte dell’America, nazione così lontana da noi, influiscono comunque nelle scelte europee.

huawei trump

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Huawei, come ha reagito l’Italia

Infatti anche in Europa questi giorni si discute molto del caso Huawei. Trump aveva fatto il suo primo passo bandendo a Huawei nella realizzazione del 5G sul suolo americano. Poi era partito il pressing sulle ambasciate di mezzo mondo affinché altri Paesi facessero la stessa scelta. Come si sono mossi gli altri Paesi?

Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Taiwan hanno scelto il bando nei confronti di Huawei. Ma in Europa non  sono tutti d’accordo con Trump. L‘Italia è tra quei paesi che ha aperto le porte a Huawei. In Italia Huawei è un operatore di primo piano già su tecnologie precedenti al 5G, tanto che ha fatto discutere il report di Bloomberg secondo cui Vodafone trovò vulnerabilità negli apparati Huawei in Italia già nel 2011-2. Il rapporto con gli operatori è consolidato, anche nei test per il 5G, e gli stessi sono convinti che rinunciare all’azienda cinese comporterebbe ritardi ed esborsi.

huawei 5G

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La risposta degli altri stati europei

Dello stesso parere sono altre nazioni europee come Francia e Inghilterra. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto che «non è appropriato lanciare una guerra tecnologica o una guerra commerciale contro qualsiasi paese. Primo, non è il modo migliore per difendere la tua sicurezza nazionale. In secondo luogo, non è il modo migliore per sviluppare il proprio ecosistema e avere un mondo di cooperazione e minori tensioni. La nostra prospettiva non è bloccare Huawei o altre società, ma preservare la nostra sicurezza nazionale e la sovranità europea».

Un’interessante opinione viene dal ceo Ericsson,Börje Ekholm, il quale afferma che la paura del nuovo, in questo caso il 5G, porterà l’Europa a rimanere sempre indietro. L’Europa ha avuto lo stesso approccio nei confronti del 4G non riuscendo ad imporsi sulle tecnologie e di conseguenza è rimasta indietro di tre quatto anni, un’infinità quando si parla di tecnologia. A riguardo il ceo Ericsson afferma: «È ora di accelerare il 5G in Europa. Non possiamo permetterci di far evolvere i nostri imprenditori e le nostre imprese europee su un’infrastruttura vecchia e obsoleta. Il 5G deve essere visto come una infrastruttura nazionale critica, vitale tanto quanto treni, porti o aeroporti».

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