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Human Safari, il mondo dei viaggi su YouTube: intervista a Nicolò Balini

Studi nell’ambito turistico, esperienza come agente di viaggio ed un’innata voglia di scoprire il mondo: Nicolò Balini ha sempre viaggiato ma è dal 2013, quando il suo canale YouTube ha iniziato ad ottenere un notevole riscontro da parte della community, che lo si conosce come Human Safari. Nicolò Balini ha unito la sua passione per i viaggi a quella della fotografia, avvicinandosi anche al mondo dei video, creando così un lavoro tutto suo. Nel corso della nostra intervista, abbiamo conosciuto meglio il volto di Human Safari che, ad oggi, ha visitato ben 64 paesi. La lista, ovviamente, è costantemente in aggiornamento.

Come è nato Human Safari, il tuo canale di YouTube?

“Nell’ambito italiano, ho notato che nessuno proponeva ciò che avrei voluto fare io e credo sia anche per questo che abbiano apprezzato il mio canale. L’ho aperto nel 2012, ma è nel 2013 che ho iniziato a caricare video seriamente, perché ho notato che comunque piacevano e mi sono impegnato per migliore la qualità, la tecnica, in modo da imparare cose nuove. Ho iniziato poi a collaborare con diverse aziende impegnate nel turismo, che mi hanno fatto diventare uno Youtuber al 100% e quindi ora è il mio lavoro principale”.

Quello dello Youtuber è un lavoro, ma non tutti la pensano così: cosa rispondi?

“Ci sono un sacco di persone che non considerano quello dello Youtuber un lavoro, a me sinceramente non importa. Alla fine, quando mi rapporto con persone del mondo del lavoro, raramente mi capita di dover spiegare che ciò che faccio io è un lavoro. Youtube è nato come uno strumento di svago, quindi ci sono anche persone che giustamente lo prendono solo come un divertimento. Per quanto riguarda la produzione dei miei video, non considero la fase della ripresa un lavoro: effettivamente, quando sono in viaggio, riprendo dalla mattina alla sera, ma lo farei comunque perché mi piace, quindi non mi pesa, nonostante sia lavoro anche quello. Quando torno a casa, ma anche quando sono in viaggio, devo montare i video e quello è il grosso che bisogna fare. Quando non sono in viaggio, come è accaduto durante le vacanze di Natale, dormo pochissimo e passo tutto il resto del tempo a montare video. Questo, però, è necessario per il taglio del mio canale. Ci sono Youtuber con stili differenti che ci impiegano meno tempo”.

Riprendere durante tutta la giornata cambia la tua percezione del viaggio?

Io vedo i posti che visito attraverso la telecamera, è innegabile. Questa cosa, sicuramente, porta a perdere la magia del viaggio, però se non la condividessi attraverso i miei video con chi mi segue non avrebbe senso”.

Quali sono le situazioni più particolari che hai vissuto in viaggio?

“Ho vissuto così tante esperienze belle, particolari e non, che mi riesce difficile sceglierne qualcuna. Ho potuto vedere e toccare con mano situazioni di povertà vera. In Madagascar la gente è impaurita dall’obiettivo della telecamera perché crede che rubi l’anima. In Kenya, dove tornerò con gli iscritti, c’è una situazione piuttosto critica: ora che la gente ha paura ad andare, il turismo ne ha risentito moltissimo e di conseguenza anche l’economia”.

Come è nata l’idea di organizzare i viaggi con gli iscritti?

“Molti mi hanno chiesto di organizzarli e quando abbiamo realizzato il primo è stato un grande successo, mi sono divertito moltissimo. Trovo che conoscere gente nuova, viaggiando con persone della mia età con le quali condividere una stessa passione, sia un’esperienza bellissima”.

Italia abbandonata, perché hai scelto di percorrere questa strada e cosa pensi degli oggetti e dei posti di valore che hai trovato?

“In teoria, quei posti non potrebbero essere visitati da tutti. Ci potrebbe entrare chiunque nel senso che in un attimo qualcuno potrebbe entrare e rovinare tutto. Per esempio, sono andato ad esplorare quella che dovrebbe essere la villa più infestata di Italia, una villa del 1858, con affreschi ovunque, su pareti e soffitto, ed è piena di graffiti. La gente entra, rovina, sradica porte e finestre: l’ignoranza deve pur essere sfogata da qualche parte. Anche se è vietato e ci sono i cartelli, di fatto non c’è nessuno che vieta di entrare. Realizzo i video perché intendo far conoscere questi posti alle persone e perché potrebbero raggiungere chi di dovere, in modo che i posti possano essere preservati. Noi abbiamo un patrimonio artistico che tutto il mondo ci invidia e lo lasciamo cadere a pezzi”. 

 

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