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Hunger Games ispira il campo estivo dove ci si diverte “uccidendo”

Divertirsi ad “uccidere”: questa è l’idea che ha dato vita al nuovo campo estivo a tema “Hunger Games”, in Florida. Riservato ai bambini tra i 12 e i 18 anni, il campo si ispira alla trilogia letteraria di Suzanne Collins, , poi trasposta al cinema, facendo della violenza e della lotta un vero gioco. Cosa si fa al Hunger Cames Camp? Dopo una dura settimana di allenamento nella quale si impara a costruire arco e frecce, proprio come nel vero Hunger Games, è guerra aperta nel torneo finale, dove uno solo è destinato a vincere.

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Sebbene l’uccisione tra ragazzi sia soltanto simbolica, il campo estivo ideato da Ted Gillette ha comunque destato la polemica. Si teme infatti che il vero Hunger Games, film molto violento, possa influenzare i giovani nelle dinamiche di gioco e nella vita di tutti i giorni. Ted Gillette ha però  difeso la sua idea spiegando che “chi utilizza i libri, privati della loro violenza, può insegnare ai bambini il lavoro di squadra e la stima di sé”. Inoltre, il direttore dell’hunger Games Camp ha annoverato altre attività formative, quali teatro, arte, gare accademiche e sportive all’aria aperta.

A lanciare l’allarme è, però, un giornalista di Le Monde che, in visita al campo, ha riportato alcune battute dei ragazzi: “Non voglio ucciderti” e “Iniziamo ad ammazzarci?” sono le frasi più frequenti, nelle quali la morte ricorre in tutte le sue più fantasiose varianti. Eppure, “i bambini possono fingere la morte nel corso di un qualsiasi gioco– ha spiegato al Tampa Bay Times lo psicoterapeuta Simon Bosès- Quando dicono “ti uccido” non capiscono cosa stanno dicendo. Alla loro età la morte non è qualcosa di definitivo, è un ritorno al punto di partenza”.

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