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I Medici, Rai Uno: Firenze tra arte, religione e scienza nel Rinascimento

#IMedici, impazza in queste ore l’hashtag relativo alla serie TV che andrà in onda questa sera su Rai Uno: dopo una prima puntata da record, alle 21.00 toccherà al secondo episodio raccontare una delle famiglie più influenti del Rinascimento fiorentino. Oltre ad aver dato i natali a due papi, la famiglia de Medici è stata sulla di arte, cultura, scienza e spiritualità: collezioni d’arte, manoscritti, oggetti preziosi e collezioni rare sono infatti ancora oggi alla base del patrimonio di alcune tra le istituzioni culturali più importanti di Firenze.

Se le origini della famiglia de Medici risalgono al lontano 1046, la loro ascesa è iniziata solamente quasi 400 anni dopo con Giovanni di Bicci, l’imprenditore visionario che fondò il Banco Medici nonché padre di Cosimo il Vecchio: dopo il successo di quest’ultimo, fu sicuramente la figura di Lorenzo de’ Medici quella a rendere famosa la famiglia fiorentina in buona parte della Penisola e non solo. Allevato come un vero principe, salì al potere alla morte del padre: dopo appena nove anni fu vittima della congiura de’ Pazzi, episodio da cui ne uscì straordinariamente illeso e che fece schierare il popolo ancora di più dalla sua parte. Approfittando della sua situazione, Lorenzo il Magnifico accentrò ancora di più il potere sulla sua figura, tessendo nuovi rapporti di politica estera senza però far mancare arte e letteratura alla sua corte.

In pieno Rinascimento, Lorenzo il Magnifico si fece portavoce del libero pensiero, della centralità dell’uomo e dell’importanza delle arti: fu solo con il suo intervento, infatti, che la Cappella Sistina venne affrescata dai più importanti maestri dell’arte fiorentina e fu sempre alla sua corte che nacque il mito di Leonardo Da Vinci. Il recupero dell’antico fece però storcere il naso a Girolamo Savonarola che divenne ben presto acerrimo nemico di Lorenzo: non a caso, quando il potere passò da Lorenzo a Piero, il frate riuscì a trasformare Firenze in un vero e proprio stato teocratico decretando la cacciata dei Medici da Firenze. Negli anni successi, con il rientro in patria dei figli di Piero, i Medici tornarono ai vertici della vita politica e culturale della città: sebbene non come nel periodo di Lorenzo il Magnifico, alcuni membri della famiglia favorirono gli studi di Galileo e altri supportarono lo sviluppo dell’Accademia degli Immobili.

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