in

I Muse confessano: tangenti pagate a Roma per il concerto

Sono dichiarazioni davvero forti quelle rilasciate da Marc Bellamy, leader della band britannica dei Muse, in una lunga intervista shock al “The Sun”. Bellamy ha infatti spiegato come i loro concerti richiedano una costosa organizzazione, ancor più se ai normali costi per la realizzazione del palco e per gli effetti speciali bisogna aggiungere anche quelli per “corrompere” gli addetti ai lavori. Un po’ come è accaduto a Roma per il concerto dello scorso 6 luglio, rivela Bellamy.

Muse tour 2013

Ovunque andiamo ci sono problemi organizzativi – ha detto Marc Bellamy al “The Sun” – A Roma, abbiamo dovuto corrompere delle persone pagandole migliaia di euro solo perché potessimo usare i fuochi d’artificio“. A questa pesante accusa si aggiunge anche quella contro l’inefficiente burocrazia, che avrebbe ostacolato non poco la realizzazione del loro show. “Quando vuoi fare uno show simile e sei lontano da casa è una cosa grossa e molto costosa. A dirla tutta, è incredibile quanto sia costosa“, ha dichiarato il leader dei Muse, lasciando spazio all’immaginazione di altre controverse ed illegali situazioni.

Abbiamo commercialisti e avvocati che discutono ogni volta con amministratori locali, polizia e promoter. – ha continuato Marc Bellamy – A Roma abbiamo dovuto chiamare anche l’Ambasciata Britannica per poter parlare con qualche funzionario e risolvere i problemi“. Nessun riferimento esplicito al pagamento di tangenti ad alti funzionari: resta infatti da accertare se la somma imposta ai Muse sia stata estorta, in cambio della risoluzione dei problemi burocratici legati allo show, o semplicemente richiesta dall’amministrazione date le circostanze.

Psy schiavo dell’alcol dopo il successo di Gangnam Style

Erik Lamela Gol Torino-Roma 1-2 14 aprile 2013 video

Calciomercato Napoli: 25 milioni più Inler per arrivare a Lamela?