in

I Pirati Grafici su Facebook: intervista a Patrizia Anna Coccia, Founder and Executive Director

I Pirati Grafici è una pagina Facebook con migliaia di fan il cui scopo è quello di valorizzare in ogni sua declinazione la figura del progettista grafico, unendo i professionisti e gli appassionati in una piattaforma che, rapidamente, grazie anche al successo di questa idea, ha preso forma nel sito iPirati.net. Noi della Redazione Tech abbiamo deciso di saperne di più e intervistare la fondatrice: Patrizia Anna Coccia.

Com’è nato il sito iPirati.net?

Il sito è nato prima di tutto per la gran volontà di offrire dei contenuti agli utenti de I pirati grafici (https://www.facebook.com/ipiratigrafici/?fref=ts ): una pagina senza contenuti non può vivere a lungo così come un sito internet non può prescindere dai social per la diffusione dei contenuti. C’è da dire che la scrittura mi appassiona così come la lettura quindi in questo senso non ho fatto altro che unire due cose che amo fare: grafica e scrittura. Il pensiero di raggiungere il pubblico e di poter parlare alla gente, poi, è una bellissima sensazione, trovo sia impagabile avere questa opportunità.

Qual è lo scopo principale?

Informare, intrattenere, divertire, ispirare, incuriosire. Non meno importante: unire i professionisti, gli appassionati. Dare voce a chi desidera farsi conoscere. La passione che può legarti ad un lavoro come quello del graphic designer è forte perché non finisce mai. Il graphic designer è di base un esploratore dell’immagine e deve tenersi sempre aggiornato per poter lavorare bene e in modo coerente. Quale modo migliore se non un sito come il nostro?

Quali sono i compiti di un progettista grafico?

È difficile rispondere a questa domanda perché la parola grafico o “graphic designer” contiene dentro di se un universo di sfumature. C’è chi si occupa di brand design, chi di ritocco (e può specializzarsi in diversi ambiti ben precisi come moda, automotive e via dicendo), chi realizza progetti in digital art, chi di impaginazione o di post produzione. Chi si occupa in special modo di matte painting, c’è come ramo l’industrial design, UX design, App design. Ci sono i grafici esecutivisti, motion designer, impaginatori, 3d artist, typo designer, illustratori, charachter designer, writers, chi si occupa di ornamenti per tessuti, web designers, o chi realizza packaging. C’è chi realizza interfacce per giochi o i concept artist. Insomma potrei continuare all’infinito anche perché continuano a venirmene in mente altri. Fortuna è che non ci basiamo solo sulla parola “design” altrimenti potrei iniziare con i garden designer, shoes designer, sound designer…

Un grafico esiste in tante varianti e, come abbiam capito, in ognuna di queste progetta qualcosa che dovrà interagire con un determinato pubblico sia da un punto di vista estetico visivo che funzionale e pratico.

Designer significa progettista e il graphic designer è il progettista del “segno” che deve essere creato in funzione della comunicazione, del target.

Il designer quindi ha come compito principale quello di comunicare. Bene.

Come si è evoluto il ruolo del progettista grafico con l’avvento del web?

Non solo si è evoluto, è cambiato totalmente come del resto è cambiato il mondo, i comportamenti e le abitudini delle gente. Al giorno d’oggi sono sempre più le aziende che investono su internet e capita spesso che nella distribuzione del budget si tagli sulla stampa in favore del web con cui si può raggiungere un pubblico più vasto e in modo più flessibile. Molti sono i casi in cui ci si trova a progettare un visual che dovrà “funzionare” sia offline che online: questo manda in avaria la visione originaria del grafico che progetta anche e soprattutto in funzione dell’ esperienza e dell’uso finale specifico perché cercare una situazione grafica adatta a fruizioni così distanti tra loro può voler dire una cosa: standardizzare. Per altro il grafico si è trovato a familiarizzare con i concetti di rgb e di interazione, che una volta erano prerogativa dei grafici televisivi e forse dei videogamer e poi, come se non fosse abbastanza, è stato costretto ad accelerare sempre di più il flusso di lavoro e ad imparare a far marketing on line, a fare content marketing e spesso a ricoprire ruoli che non gli competono. Nasce la figura del grafico tuttologo che ha rovinato in modo significativo il mercato: non meno nefasta la figura del nipote dell’imprenditore che non sa fare e non ha voglia di far nulla che viene messo “di peso” a fare il grafico, social media manager, web designer, web strategist (tanto “che ci vuole”) o di chi, purtroppo, rimane senza lavoro e cerca la propria fortuna su internet senza averne le competenze. Fortunatamente questo aspetto sta cambiando: i tuttologi stanno tornando a ricoprire ruoli specifici e i clienti a cercare esperti per non perdere tempo e denaro. Ovvio che l’azienda che ricerca il tuttologo non ha nessuna voglia di crescere e neanche i tuttologi hanno voglia di crescere, è solo una lotta all’ultima skill: il bat-grafico non esiste.

Quali sono i modi con cui cercate di valorizzare la figura del progettista grafico?

Cerchiamo di dare le giuste informazioni ma soprattutto sensibilizziamo i grafici alla professionalità e i clienti alla comprensione.

Non tutti i grafici sono ottimi venditori e non tutti i clienti sono in grado di dare il giusto valore alla grafica ed è questo il problema più grande. I grafici -specialmente quelli che lavorano come professionisti con PI- non hanno sempre una buona tecnica per vendere il proprio lavoro così come i clienti che, spesso, non comprendono il valore e il surplus che possono ottenere da una comunicazione fatta da un professionista del settore. Per questo motivo i pirati, cercano di diffondere le giuste informazioni per spingere tutti a far meglio, l’opera di valorizzazione avviene su più livelli. Un lavoro costante e continuo sulla percezione, comprensione e ovviamente tante idee, tanti contenuti di qualità.

Attualmente, quante persone scrivono per il sito iPirati.net?

Siamo una ciurma composta da molte persone, 18 per l’esattezza, divise tra editor delle varie pagine, editor del sito, speaker, amministratori e caporedattore. Tutti i componenti del gruppo sanno di avere la libertà di esprimersi e soprattutto il dovere di trattare argomenti di cui sono “appassionati davvero” in modo che possano divertirsi e perché no, farsi conoscere ad un pubblico più vasto.

Personalmente mi occupo della gestione di tutte le attività, dell’ideazione di eventi, della realizzazione di… qualsiasi cosa. Dedico buona parte delle mie giornate per organizzare, gestire il gruppo e le pagine, le collaborazioni con gli sponsor principali Exaprint Italia e Fotolia. Collaboro, fortunatamente, con un fantastico capo-redattore (Alessio Filippino) che mi aiuta tantissimo: non riuscirei ad essere sempre presente e in due riusciamo a gestire bene la situazione. Ci sono ottime figure specializzate come Simone Stricelli che si occupa di social media, Fabio Liuzzi di web design e SEO, Manuela Cianfrone di sicurezza e web design, Paolo Iammarino di grafica e realtà aumentata, Manuel Rosini il nostro professore (UED Università Europea del design di pescara) e speaker di Juice radio Italia , Daniel Salvi giovane esperto di branding, Fabio Pietrobono fotografo, Marco Tomasone grafico e blogger, Antonello Addipietro digital artist, Ronny Conti-grafico, Simone Ferraro-grafico e studente, Aexentia Sounds Black-Art director e ce ne sono altri come ad esempio il bravissimo pirata Calligrafo Ernesto Casciato ma chiudo qui, per adesso. C’è un mondo dietro ognuno di loro che vi invito a scoprire! Pensare di avere uno staff è una cosa, pensare di avere uno staff come quello dei pirati è uno spettacolo!

Quali sono i vostri progetti futuri?

Ne sono tanti e alcuni incredibilmente grandi. Spesso ci sentiamo in Hangout per organizzarci visto che ci sono molte teste pensanti e che hanno voglia di fare. Nella nostra chat di gruppo ogni giorno qualcuno propone qualche bella idea che raccolgo e unisco alla mia lista di progetti: ho imparato da qualche anno a questa parte a scrivermele tutte le idee perché spesso i progetti non vanno “sparati”così come sono bensì vanno ideati e pensati: prima o poi matureranno e potranno essere realizzati al momento giusto. Un esempio il Brand Design Tour che abbiamo lanciato solo 2 giorni fa http://www.ipirati.net/brand-design-tour/ avevo da tempo in mente di organizzare un corso che non fosse generalista ma molto specifico. Tantissime le richieste nei messaggi degli utenti in questi mesi ma ho trovato il momento giusto solo adesso, soprattutto al momento dell’incontro col Brand designer che sarà l’insegnante del corso: Maurizio Pagnozzi. Una persona molto competente e seria che ha le caratteristiche che cerco sempre da qualsiasi collaboratore; rispetto, puntualità e tanta motivazione, elementi fondamentali per collaborazioni a lungo termine.

In conclusione non posso dirle le novità, loro vanno vissute ogni giorno sulla nostra pagina Facebook “I Pirati grafici” e sul sito ipirati.net. Imprevedibili questi pirati.

Vi aspettiamo!

inchiesta yara gambirasio

Pomeriggio 5 anticipazioni puntata 14 aprile: caso Yara ultime notizie

Calciomercato Diawara Bologna Chelsea

Calciomercato Bologna ultimissime, il Manchester City su Diawara: servono 15 milioni