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I problemi cardiaci vanno in vacanza insieme a noi

Ad andare in vacanza, assieme a noi, non sono solo i mille problemi di lavoro, la scuola, lo stress e le preoccupazioni varie ma anche i fattori di rischio cardiovascolare, come il colesterolo e la pressione alta.

misurare pressione

A scoprirlo è stato uno studio condotto da un team di esperti dell’Università di Losanna e presentato al Meeting della European Society of Cardiology in corso ad Amsterdam.

Oggetto della ricerca, coordinata da Pedro Marques-Vidal, sono state più di 107mila persone di età compresa tra i 35 e gli 80 anni appartenenti a 7 nazioni diverse, compresa l’Italia. L’indagine, partita dai principali fattori di rischio per il sistema cardiocircolatorio, ha subito messo in evidenza come questi sono più alti nei periodi invernali, con punte massime nei mesi di gennaio e febbraio, per poi scendere significativamente nei mesi tra giugno e settembre.

Un esempio viene dalla pressione sanguigna che risulta (sia pure di poco – solo 3,5 mm sulla colonnina di mercurio) più alta proprio nei mesi più freddi. Anche il colesterolo e il giro vita aumentano in questo periodo: il primo tende ad aumentare o diminuire di 0,24 mentre il secondo aumenta di un centimetro. Ciò che ha colpito i ricercatori è la rilevazione di tali dati su un numero così alto di persone prese in esame, a conferma di come questa tendenza sia un qualcosa di largamente diffuso e in concomitanza con l’aumento di disturbi e problemi cardiovascolari fatti registrare nei mesi invernali.

Ovviamente, gli aumenti sono da attribuire con tutta probabilità al cambiamento di alimentazione che si verifica nel periodo invernale, con la tendenza ad assumere maggiori grassi e proteine, alcolici e zuccheri di quanto accade, invece, nei periodi estivi, dove frutta fresca e vegetali sono a maggiore disposizione, come ha tenuto a specificare lo stesso Marques-Vidal: “Questo può spiegare perché le morti per problemi cardiovascolari sono maggiori in inverno. Nei mesi freddi le persone dovrebbero fare uno sforzo extra dal punto di vista dell’esercizio fisico e dell’alimentazione per proteggere la propria salute“.

mangiare sano

Quindi, oltre all’alimentazione, in gioco è l’esercizio fisico che in estate può tradursi anche in una semplice passeggiata serale, dopo la cena o semplicemente sostituendola con un salutare gelato (magari alla frutta).

Attualmente è in corso un’altra ricerca proprio riguardo gli effetti dell’alimentazione stagionale sulla salute. Inoltre il gruppo di ricercatori dell’Università di Losanna sta conducendo la stessa indagine anche su un campione identico della popolazione dell’emisfero meridionale terrestre che, come sappiamo, a causa dell’inclinazione dell’asse ha le stagioni invertite dal punto di vista del clima. Per cui, se i dati saranno confermati da questa nuova ricerca i risultati potranno beneficiare di un totale di 200mila individui presi a campione su i più significativi paesi dell’intero globo.

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Tommaso Scala

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