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I Subsonica a Milano al Fabrique in concerto: “Una foresta nei Club” recensione e foto

Ieri sera in zona Fabrique a Milano nonostante le tre date nel club che i Subsonica hanno destinato alla location meneghina, i parcheggi erano tutti pieni, esattamente come il locale. I Subsonica, come li metti li metti, come li giri giri, funzionano sempre. Una Foresta in un club, il tour che promuove il disco “Una nave in una foresta”, è stato l’ennesimo successo per uno dei pochissimi gruppi italiani che riesce a coniugare successo di pubblico e stima da parte della critica. A giugno avevamo testimoniato l‘ennesimo bagno di pubblico nell’ambito del Brianza Rock Festival

20 anni di onorato servizio e non sentirli. Ieri sera il gruppo, che ha guadagnato il palco intorno alle 21:45, ha voluto celebrare questa carriera proponendo due o tre brani estratti da ogni disco realizzato senza mancare di contestualizzare il periodo storico e gli avvenimenti salienti che hanno, inevitabilmente, segnato anche le ispirazioni del momento. Si parte dal lontano ’97 proprio con “Subsonica” e si rompe il ghiaccio con “Come se”, “Istantanee” e “Cose che non ho”. Il pubblico apprezza e si balla forte, nonostante quei 20 anni siano passati anche per moltissimi dei presenti. Dal glorioso “Microchip emozionale” arrivano “Aurora sogna”, l’incredibilmente attuale “Sonde” e l’inevitabile “Colpo di pistola”. Dal bellissimo “Amorematico“, terzo disco dei torinesi del 2002, si pesca “Dentro i miei vuoti” e “Gente Tranquilla” il pubblico ha sperato fino alla fine per la bella “Sole silenzioso” che, però, non è arrivata. “Abitudine” e “Incantevole” sono i pezzi con i quali si celebra “Terrestre” mentre dal cupo e più acido “L’Eclissi” – forse il disco più coraggioso e disturbante dei Subsonica – si scelgono pezzi meno commerciali come Ali scure.

Immancabile momento impegnato, che caratterizza da sempre il gruppo, in cui C-Max oltre a rendere omaggio a Ennio Morricone, smorzando definitivamente la questione già chiarita attraverso questa ricostruzione dei fatti, ragiona ad alta voce sul reiterarsi del mercato della guerra: cambiano assetti e obiettivi ma non l’arte di cercarla, giustificarla e quasi santificarla. Si conclude la panoramica con gli ultimi due dischi e una versione di Istrice, già una vera e propria perla di canzone al sua stato naturale, degna di nota. Samuel non sbaglia una nota, praticamente mai, ed è stretta la connessione con il pubblico, fenomeno costante nei live subsonici. La gente è visibilmente tanta e felice: qualcuno butta un portafoglio sul palco e Samuel, prima di restituirlo, ci trova una figurina del Milan scatenando inevitabili accenni di Derby in platea. Dall’alto, in quello che nelle basiliche si chiamava matroneo ed ora, meno elegantemente, viene considerato il posto figo dove vanno i vip, scorgiamo Malika Ayane che segue con grande attenzione tutto il concerto. Stasera ancora, i concerti dei Subsonica sono belli e generosi, se vi piacciono e siete a Milano andate a Fabrique, sarà una bella serata.

Sotto la gallery della serata,

foto di Matteo Scaccabarozzi per UrbanPost

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