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Ictus, Modena: storia di una donna salvata dalla buona sanità in cambio di una stretta di mano

Il giornalista Stefano Aurighi ha ritenuto di pubblicare una vicenda personale sul suo blog  (telochiesto?). In un modo straordinariamente commovente Aurighi ha condiviso nel web la sua storia, che è anche un caso di buona sanità e che è diventato un racconto virale in internet. Ilaria, la moglie, si reca a Bologna per passare qualche ora in compagnia del marito in giro sotto i portici, per poi ritornare a casa a Modena dalle figlie adolescenti. Il dramma però è in agguato. Dettagliatamente Aurighi racconta che la moglie nel momento in cui lo saluta gli dice: “Non sto bene, vedo offuscato, ci vedo male...”, nessuno dei due si rende conto delle avvisaglie di ciò che li travolgerà. Sarà la stanchezza, lo stress, Ilaria confessa al marito: “Ho mangiato poco”. I disturbi non si attenuano e ci scherzano un attimo sopra: “Non sarà un ictus?”, ma lei seria raccomanda al marito: “Se mi succede qualcosa non voglio vivere da vegetale, stacca tutto”.

Stefano Aurighi racconta come a Modena hanno salvato la moglie colpita da un ictus

Marito e moglie prendono il treno per Modena, s’incamminano verso casa, ma Ilaria spesso si gira indietro, sbaglia pure la strada per andare a casa, Stefano la chiama, ma lei non lo sente. Lei si gira ancora indietro e lui la vede col volto deformato, la parte sinistra ha una paresi, ha un aspetto innaturale. Subito, Stefano terrorizzato chiama il 118 dicendo che la moglie ha un ictus in corso. Ilaria non può più parlare e non riesce a reggersi in piedi. L’ambulanza che li soccorre in 15 minuti trasporta la donna nell’ospedale di Baggiovara. Il neuroradiologo Stefano Vallone delle Stoke Unit, diretta da Andrea Zini  ha, immediatamente, chiara che la situazione è drammatica. La donna ha una sofferenza cerebrale a causa dell’ictus, con una complicazione enorme: l’arteria da cui è partito il trombo, la carotide, è lesionata e il rischio che si chiuda completamente è imminente. Si deve agire subito per mettere in sicurezza la carotide, con un intervento che si chiama trombectomia e poi risalire lungo l’arteria per catturare l’embolo. Ogni secondo che passa è prezioso.

Il rischio paventato si avvera, ad intervento iniziato la carotide collassa all’interno e si chiude, in un attimo il sangue non passa più. Vallone non esita, forza i tessuti e riesce a posizionare lo stent in pochi secondi, salvando la vita di Ilaria. Il sangue riprende ad affluire e quindi prosegue l’intervento per rimuovere il grumo. Tutto il procedimento avviene in anestesia locale. Dopo 20 minuti Ilaria riprende la sua fisionomia, muove il braccio sinistro che si era bloccato e ricomincia a parlare. La tac a 24 ore non rileverà nulla. Nessuna traccia dell’ictus, nessuna conseguenza. Tornerà a casa dopo pochi giorni di degenza “in cambio di un sorriso e una stretta di mano”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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