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Ignazio Marino ‘caso scontrini’, dimissioni revocate? Lui: “Devo riflettere”

Non è indagato Ignazio Marino, e dopo essersi recato ieri in Procura, accompagnato dal suo legale, Enzo Musco, per rendere dichiarazioni spontanee in merito al ‘caso scontrini’ che ha portato alle sue dimissioni forzate, l’ex sindaco non arretra di un passo.

Oggi ha indetto una conferenza stampa in Campidoglio per dichiarare pubblicamente quanto riferito agli inquirenti, ribadendo con forza la sua totale estraneità ai fatti e definendo “vergognosi” gli esposti presentati da M5s e FdI contro di lui. Nega il peculato, Marino, nega nella maniera più assoluta di avere speso soldi pubblici per cene private e quant’altro: “Mi sono dimesso da sindaco per un estremo rispetto dell’autorità giudiziaria, dinanzi alla quale volevo presentarmi da dimissionario, per spiegare i fatti relativi agli esposti che mi riguardano”, queste le sue parole.

“Non ho mai utilizzato denaro pubblico a scopo privato, semmai il contrario” – ha spiegato, per poi precisare la natura delle spese in tintoria“Uno degli esposti parlava di spese di lavanderia: basta informarsi meglio per comprendere che non si tratta di spese personali, ma per lavare gli abiti storici di Vitorchiano che il Comune utilizza per ricevere gli ospiti illustri”.

Torna anche sulla questione “dimissioni”, l’ex primo cittadino di Roma, e sulla eventualità di ripensarci e revocarle, dice: “Ripensamenti sulle dimissioni? Farò delle verifiche”. È un Ignazio Marino combattivo quello apparso stamani in conferenza stampa, che riservandosi di verificare l’esistenza di una maggioranza in assemblea capitolina, non esclude il suo ritorno in campo.

 

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