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Ignazio Marino caso scontrini: il sindaco di Roma ufficialmente indagato per peculato

A poche ore dalla clamorosa decisione di Ignazio Marino di ritirare le dimissioni da sindaco di Roma, quando il suo partito, il Pd, si prepara alle dimissioni in massa dei suoi consiglieri per farlo ‘cadere’, si viene a sapere che da giorni il primo cittadino della Capitale avrebbe ricevuto un avviso di garanzia.

Sì, Ignazio Marino sarebbe indagato per peculato in merito all’affaire scontrini che ne ha segnato indelebilmente la caduta politica. Il condizionale, però, è d’obbligo, giacché il diretto interessato non conferma né smentisce la notizia: “Parlo assolutamente con molta tranquillità, ma lo farò all’Auditorium così siamo tutti insieme e parlo una volta sola” – ha detto ai cronisti che gli chiedevano conto della indiscrezione – “Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato”.

In attesa che il sindaco di Roma (ancora per poco, a quanto pare) riferisca in merito, l’indiscrezione è questa: mercoledì scorso Ignazio Marino sarebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per peculato e concorso in falso in atto pubblico nell’inchiesta sui giustificativi delle note spese pagate, secondo l’accusa, con la carta di credito del Comune.

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