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Il ‘caffè sospeso’ napoletano fa il giro del mondo

La felicità di un momento se condivisa vale di più. E a Napoli l’usanza di pagare un caffè per sé ed uno per il cliente che viene dopo esiste già dal secondo dopoguerra; un gesto di solidarietà e condivisione verso un qualunque sconosciuto che magari, in quei tempi, nemmeno se lo sarebbe potuto permettere, un caffè.caffè sospeso Napoli

E questa tradizione partenopea di “offrire un caffè al resto del mondo” sta varcando i confini nazionali, ed è arrivata addirittura in Cina. Sarà che di necessità si fa virtù – visti i tempi che corrono, con la recessione economica che, ahinoi, impazza -, sarà che un gesto così amichevole è aggregante ed avvolgente, sta di fatto che l’abitudine tutta napoletana di ‘sospendere’ il caffè è copiata ovunque.

In Spagna lo chiamano cafes pendientes e in Francia cafés en attente, ma il procedimento è sempre lo stesso: il barista annota in una lavagna i ‘caffè sospesi’, uno per ogni cliente che oltre al proprio ne paga uno in più. Sarà poi il barista che, a sua discrezione, sceglierà a chi destinarli. L’usanza va estendendosi, in molte città italiane come Napoli e Torino, anche alla pizza e al kebab; e non solo i clienti, ma gli stessi proprietari di locali e pizzerie donano cibo ai meno fortunati.

 

 

 

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