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Il carcere degli orrori

Il 9 agosto è successa una cosa che in Italia si verifica con regolarità. C’è qualcuno che entra in un carcere – in questo caso una deputata, Enza Bruno Bossio (PD) – per una visita o un’ispezione e ne esce dicendo: “Porca puttana, qui c’è un problema.”

Quello che ha trovato la Bossio, recatasi nel carcere di Rossano (Cosenza) per trovare un detenuto che dall’isolamento le scriveva disperato, sono le solite cose. Stavolta forse un po’ peggio. Ha visto: detenuti mezzi nudi, un carcerato in una cella senza materasso o letto che però poteva benissimo riposarsi in un tappetto di suoi escrementi, altra gente senza vestiti, altra gente con letti ma non lenzuola, un detenuto celiaco che continua a vomitarsi addosso e non è che gli puoi pulire la cella. Se è celiaco poi vomiterà di nuovo, cosa la pulisci a fare?

Solite cose. Ci sono però due aspetti che meritano uno sguardo particolare. Il primo è che la Bossio è stata cazziata dal Comandante della Polizia Penitenziaria di Rossano, il Vice Commissario Elisabetta Ciambriello, che le ha detto: “Onorevole, lei non si doveva permettere di venire al carcere senza preavviso. Quando si va a casa degli altri si chiede il permesso.”

No, non è così che funziona. I deputati hanno il diritto, anzi il dovere di fare visite a sorpresa in un carcere. Che tra le altre cose non è la casa della Ciambriello, altrimenti almeno una spazzata al pavimento la darebbe. Il secondo aspetto è che nella prigione di Rossano due anni fa si è suicidata una guardia carceraria. Perché in prigione non muoiono solo i detenuti. E se oltre a chi è comandato si uccide anche chi comanda vuol dire che il malessere è dappertutto.

Questi due aspetti sono sintomatici di un ecosistema carcerario alla deriva. Tra un Vice Commissario che confonde i suoi doveri con le sue proprietà, secondini che si ammazzano e detenuti che avrebbero ottimi motivi per farlo sembra di assistere a un’auto che sbanda in attesa di schiantarsi sul primo platano a disposizione. Non possiamo generalizzare il discorso a tutte le carceri, però in questo caso – ed è documentato – un problema grosso c’è.

E possiamo anche dire qualcosa sugli sviluppi di questa storia. Il 22 agosto la Bruno Bossio e il consigliere regionale Carlo Guccione sono ritornati nel carcere di Rossano, trovando la situazione sostanzialmente migliorata. Nessuno garantisce che tra due settimane il celiaco non venga di nuovo lasciato a vomitarsi addosso, però è un passo in avanti c’è stato. Forzato, ma è un passo avanti. E se la Bruno Bossio e Guccione, come hanno dichiarato, torneranno con regolarità a far visita al carcere credo sarà difficile che le cose tornino al punto di partenza. Per come stanno messe le prigioni in Italia è davvero alta la probabilità che vada tutto a puttane. Spetta alla politica rimetterle nei giusti binari. E bisogna pretendere che lo faccia.

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