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Il cuore torna nuovo quando si smette di fumare

Il problema del fumo è una cosa seria in termini di salute (e anche di soldi spesi dalla Sanità) tanto che da anni si combatte una vera a propria battaglia contro questa piaga, a suon di campagne informative e di ritrovati che promettono di spezzare le catene della dipendenza da nicotina.

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Eppure basterebbe smettere di fumare per limitare i danni accumulati nel tempo, anzi per ritornare nuovi di zecca… o quasi! Ad affermarlo è uno studio condotto dal Weill Cornell Medical College (New York), i cui risultati sono stati presentati al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) ad Amsterdam.

La ricerca, compiuta su 13mila e più pazienti di ben nove paesi sparsi tra i tre continenti dell’Europa, del Nord America e dell’Asia, ha dimostrato come nei fumatori incalliti che smettono di fumare, anche se le arterie rimangono danneggiate, il cuore, invece, ritorna “come nuovo” e i rischi di attacchi cardiaci (anche mortali) scendono agli stessi livelli di coloro che non fumano.

Degli oltre 13mila pazienti, ben 3mila erano fumatori, altrettanti ex fumatori e la restante parte erano individui che non avevano mai fumato. Su tutti i soggetti, inizialmente, è stato effettuato un’esame angiografico per verificarne lo stato di salute delle coronarie. Ovviamente, nei fumatori ed ex fumatori il risultato era peggiore rispetto ai non fumatori, con una probabilità doppia rispetto a quest’ultimi di subire qualche occlusione parziale delle arterie. A dimostrazione che i vasi sanguigni restano pesantemente danneggiati dalla nicotina.

Successivamente, sono state condotte sugli stessi pazienti altre indagini (nel corso di due anni) e si è notato come nelle persone che in questo arco di tempo avevano accusato un attacco di cuore (circa il 2,1% dei soggetti in esame) il rapporto di tali attacchi era doppio nei fumatori, rispetto ai non fumatori e perfino agli ex fumatori.

cuore e fumo

È la prima volta che si dimostra che l’occlusione delle coronarie non scompare quando si smette di fumare, ma allo stesso tempo il rischio cardiovascolare sì.Serviranno ricerche ulteriori per capire cosa determini questo effetto protettivo“, queste le dichiarazioni di James Min, direttore del team di ricerca.

Ma al congresso di Amsterdam, quello del Weill Cornell Medical College non è stato l’unico risultato che ha attirato l’interesse dei partecipanti. Un’altra ricerca, infatti, condotta dall’Università di Oxford e coordinata da Robert Clarke, ha messo in luce come il fumo provoca danni seri al cuore nelle persone di tutte le fasce d’età e, quindi, che chi continua a fumare anche dopo i 70 anni accorcia in ogni caso la propria vita di ben 4 anni.

“Uomo avvisato, mezzo salvato” recita un antico e saggio detto popolare!

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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