in

Il disturbo bipolare e il rischio di suicidio

Le cause del disturbo bipolare non sono ben note: alcuni studi tendono ad individuarne l’origine in uno squilibrio chimico di alcune aree del cervello; altri studi parlano di predisposizione genetica; altri ancora individuano la causa in un cattivo funzionamento dei connettori intercellulari all’interno del cervello; altri parlano di eventi traumatici particolarmente scioccanti per l’individuo.

Il disturbo è difficilmente diagnosticabile, spesso viene scambiato per depressione, stato d’ansia e per questo non viene trattado con farmaci adatti. Se la malattia non viene presa per tempo le conseguenze possono essere davvero pericolose. Si è constatato un aumento del rischio di suicidio nelle persone affette da disturbo bipolare, non adeguatamente curato. Questo perchè nel corso del tempo aumenta la depressione, l’insonnia, gli stati d’agitazione, i cambi improvvisi d’umore e di irritabilità. Questi sono tutti campanelli d’allarme che possono portare la persona a togliersi la vita.

medium_295426387

Alcuni studi recenti hanno dimostrato che le cure a rilascio prolungato ad esempio a base di quetiapina (utilizzata nella fase depressiva per bloccare il viraggio alla fase maniacale), riduce di molto l’ideazione suiciditaria. Questo farmaco è risultato superiore agli effetti dati dal litio. Da non sottovalutare l’efficacia e l’importanza di trattamenti riabilitativi individuali, terapie di gruppo e familiari.

L’attenzione dello specialista al paziente è fondamentale soprattutto in psichiatria, perchè in questo campo medico agiscono, con forte peso, sull’efficacia delle terapie le variabili individuali. Lo studio attento del paziente porterà lo specialista ad individuare la cura, e quindi la scelta, dei farmaci più adeguati.

(photo credit: ★ jox via photopin cc;photo credit: alphadesigner via photopin cc)

Seguici sul nostro canale Telegram

crocetta l'espresso

La Sicilia abolisce le province

The Voice of Italy, giovedì sera il debutto su Rai 2