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Il gioco d’azzardo in Italia: i numeri

L’industria del gioco d’azzardo in Italia è una delle più floride dell’economia nazionale. Disciplinato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli dal 2017 (in precedenza ad occuparsene era l’AAMS – Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) questo ricco settore movimenta ogni anno enormi flussi di denaro quantificati nell’ordine di miliardi di euro.

I dati parlano di circa 26 milioni italiani interessati dal fenomeno del gioco. Una passione che si manifesta nei modi più svariati, dal semplice gratta e vinci, ai videopoker fino alle scommesse sportive e ai tanti giochi online, disponibili su portali come LeoVegas mobile casino italia.

Si stima che tra il 2016 e il 2017 solo in Italia ci sia stata una speso in slot machine e videopoker pari a quasi 16 miliardi di euro, una cifra che cresce fino a 98 miliardi se s’includono anche il poker, le scommesse sportive e i gratta e vinci. Con una spesa pro capite di circa 400 euro al mese, gli italiani si collocano al primo posto in Europa in questa classifica.

Ad ogni modo, queste cifre che ad un primo esame potrebbero apparire preoccupanti, devono però essere contestualizzate: esse, infatti, non tengono conto delle vincite immediate che vengono riscosse, e che di conseguenza rientrano nelle tasche del giocatore. La maggior voce di spesa, inoltre, riguarda i giochi soft come i gratta e vinci. La spesa media dei giocatori, quindi è di circa 50 centesimi.

Quando si parla di gioco d’azzardo, non si può non parlare dei rischi a esso connessi. La medicina è arrivata a catalogare la dipendenza dal gioco come una vera e propria malattia, conosciuta con il nome di ludopatia. I giocatori patologici sono coloro che senza rendersi conto del denaro speso cercano compulsivamente una nuova chance per rifarsi delle perdite. La ludopatia porta a conseguenze come depressione, ansia, peggioramento delle relazioni sociali e lavorative.

Diversi studi testimoniano come a incidere particolarmente sia la realtà sociale dei giocatori: il 47% degli italiani affetti da ludopatia vive in condizioni di povertà, mentre il 56% ha un reddito medio-basso. La dipendenza dal gioco può essere sia causa, sia conseguenza di situazioni di instabilità economica. Altra fascia a rischio è quella dei giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni che costituiscono il 47% dei giocatori di slot.

A tal proposito, per tutelarli molte regioni hanno varato misure atte a limitare l’apertura di sale gioco e casinò, in particolare nelle zone limitrofe alle scuole. Con queste disposizioni si è riusciti ad ottenere buoni risultati: in particolare in Piemonte si è registrata una diminuzione della spesa in giochi d’azzardo di circa il 20% nella provincia di Torino, e del 15% nel capoluogo.

Slot e i videopoker hanno incassato circa 30 milioni di euro in meno. I giocatori hanno preferito tipologie di gioco che creano minore dipendenza, come gratta e vinci e scommesse sportive. Nonostante questi segnali incoraggianti, rimane ancora difficile stimare il volume di affari dei casinò online, che in questi anni si sono diffusi su larga scala grazie anche ad app dedicate su smartphone e tablet.

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