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Il giudice Nino Di Matteo querela Vittorio Sgarbi per diffamazione

Nino Di Matteo, il giudice che indaga sulla trattativa Stato- mafia, ha denunciato che è iniziata una paradossale campagna di stampa tendente a denigrare la sua persona. Il magistrato ha dichiarato che in diversi articoli di giornale, partendo dal chiaro travisamento dei fatti, gli sono state attribuite delle condotte che non ha mai adottato. La diffamazione a mezzo stampa sarebbe iniziata successivamente alla pubblicazione delle intercettazioni di numerose conversazioni nelle quali Riina, colloquiando con il detenuto pugliese Alberto Lorusso, manifesta la volontà di volere uccidere il magistrato. Il sostituto, che indaga sulla trattativa Stato-mafia, ha querelato oltre al critico d’arte Vittorio Sgarbi anche i direttori responsabili delle testate su cui gli articoli sono stati pubblicati: Il Giornale, Libero, Il Foglio e il Venerdì di Repubblica. Di Matteo ha detto: “Non posso accettare che si continui a speculare impunemente perfino su vicende che tanto incidono anche sulla mia vita personale e familiare”.

Vittorio Sgarbi

 

Vittorio Sgarbi annuncia a sua volta una controquerela nei confronti di Di Matteo per minacce e abuso d’ufficio. In merito agli articoli scritti per Il Giornale il critico d’arte chiarisce “Mi sono limitato a dire innanzitutto che non credo che Riina, in carcere da anni, sia ancora tanto potente da ordinare attentati e che secondo me non è in grado di nuocere. E inoltre che se crediamo alle minacce dobbiamo credere anche alle altre cose che Riina dice: cioé che non ha mai fatto nulla con Mancino e che Matteo Messina Denaro ha fatto affari con l’eolico. Ma non mi pare che questi spunti siano stati approfonditi”.

Secondo il magistrato è in corso una vera e propria campagna diffamatoria nei suoi confronti. Secondo il critico d’arte invece è intollerabile che Di Matteo non accetti critiche e “idee non allineate”. Sarà dunque in un’aula di giustizia che si stabilirà dove finisce il diritto di critica e inizia la diffamazione.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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