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Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin usciva 75 anni fa e ci siamo dentro anche noi

Nel 1939 Charlie Chaplin inizia a girare Il Grande Dittatore, la guerra in Europa era scoppiata da poco, quando vede la Francia cadere e la Danimarca invasa il regista statunitense è tentato di rinunciare a tutto. Come si poteva rendere un conflitto del genere “roba da ridere”? C’erano tantissimi quaderni di appunti che trascendevano la critica sociale per entrare in quella umana e personale dei due protagonisti irrisi dal genio di Chaplin. Napaloni, caricatura di Mussolini e tirapiedi di Hinkler (spudoratamente Hitler) e il tedio di due mogli, una prepotente l’altra lamentosa, che non solo umanizzavano i due despoti ma li relegavano a piccoli uomini vessati a loro volta dalle proprie donne.

Per quanto coraggiosi i personaggi femminili delle mogli dovettero saltare, alla fine dei conti, a favore dell’uscita di un film già particolarmente difficile da piazzare in termini di battage pubblicitario. Era il 15 ottobre del 1940 e l’America stava costruendo la propria fortuna economica grazie ai due autogol che l’Europa si era inferta con due Guerre Mondiali. Mentre il Vecchio Continente agonizzava sotto i bombardamenti gli States si preoccupavano di riempire le sale cinematografiche e di ingrassare le proprie casse mediante la fabbricazione di armi, da vendere proprio ai cugini oltreoceano. Molti storici sostengono che ben il 97% degli americani non intendeva minimamente interessarsi al conflitto in atto preservando la propria posizione di isola felice e funzionale.

Per fortuna della Storia, però, del 3% rimanente faceva parte Chaplin. Fortunatamente le major trovarono il modo di spacciare quella feroce satira per un film tutto da ridere adatto a tutte le fasce d’età inventandosi addirittura gadget che unissero svastiche alla familiare effige di Charlot. Ad ogni modo, per tutti coloro che credono che nel mirino di Chaplin ci fosse soltanto Hitler dovrebbero guardarsi quel film e chiedersi, dunque, chi fosse questo Napaloni…

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