in ,

Il Megalodonte, immenso squalo preistorico, perché c’è chi dice che esiste ancora?

Oggi in tv è passato l’ennesimo film dall’improbabile sceneggiatura che racconta la caccia ad un megalodonte da parte di esercito e governi. Dopo l’eccellente Squalo di Spielberg l’industria cinematografica ha trovato un filone aureo nei vari mostri marini particolarmente incattiviti con teen ager festaioli e ignari bagnanti: dalle orche vendicative ai banchi di piranha (meglio se preistorici), la produzione di disaster movie volutamente splatter è da sempre prolifica.

Il problema si pone quando dall’intrattenimento dichiaratamente senza pretese si sconfina nello pseudo documentario dalle pretese scientifiche che tende ad alimentare falsi miti, psicosi collettive e credenze fondate su parametri assolutamente discutibili. In tal senso il caso del megalodonte è l’esempio perfettamente calzante delle modalità con cui ci si serve senza scrupoli etici e deontologici di indizi imprecisi, testimonianze scarsamente verificate e tecnici spesso di parte al fine di costruire false credenze che hanno la pretesa di un fondamento serio.

Il megalodonte, nome scientifico Carcharodon megalodon o Carcharocles megalodon, è considerato dagli studiosi l’antenato preistorico dello squalo bianco – anche se svariati ricercatori ne stanno rivalutando il potenziale legame –  da cui si differenzierebbe principalmente per le dimensioni gigantesche che si presumono dai resti fossili dei denti dell’animale. lunghi fino a 17 cm. Si ipotizza che questo squalo preistorico potesse raggiungere i 20 metri, con un’apertura mandibolare superiore ai 2 metri, e che si nutrisse di balene. Insomma la ferocia di uno squalo bianco coniugata alle dimensioni di un condominio (di quelli grossi) non potevano che alimentare infinite fantasie. Ha fatto molto discutere un documentario di Discovery Channel che ipotizzava, mediante indizi scarsi e molto ambigui, avvalendosi di testimonianze sfocate e di tanto sensazionalismo, che alcuni esemplari di megalodonte potessero essere sopravvissuti per milioni di anni e nascondersi attualmente negli abissi. Il nuovo direttore del celebre canale, Rich Ross, ha dovuto fare pubblica ammenda per questi documentari mendaci promettendo di non diffondere più false informazioni scientifiche mirate alla facile spettacolarizzazione.

I motivi per i quali è altamente improbabile, se non impossibile, che un animale preistorico di dimensioni allucinanti sia segretamente sopravvissuto per millenni sono stati forniti. Ricordiamo però quanto suoni effettivamente ridicolo pensare a uno scienziato chiamato a dimostrare che i tirannosauri non esistono più. Lo stesso è successo con il megalodonte di cui si sono state smentite le prove fossili relative alla datazione dei denti, intorno alle quali c’è stato un gran dibattito teso a dimostrare che i denti rinvenuti fossero più recenti e finito con la dimostrazione che gli strumenti scientifici usati per la datazione non fossero più attendibili. La teoria che vorrebbe redivivo il megalodonte presuppone inoltre che viva nel fondo degli abissi ma, secondo quanto ricostruito dagli scienziati, l’animale viveva nei paraggi delle coste dove gli era più facile cacciare. Inoltre come è possibile che un pesce tanto aggressivo e gigantesco non abbia mai lasciato tracce su barche, radar o carcasse di balene? Nonostante ciò alcuni criptozoologi restano convinti e portano avanti la tesi dell’esistenza segreta dei megalodonti negli abissi oceanici. Non si sa per quale motivo, nonostante il temperamento da grande predatore, i megalodonti odierni sarebbero tanto schivi e timidi da non riuscire ad avere una sola prova attendibile della loro esistenza.

Erasmus: dove farlo? 7 destinazioni bellissime ed economiche

Nina Dobrev Instagram: notte brava con le amiche, in palestra con stile