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Il palpeggiatore di Bologna è sbarcato su Facebook, ma a tutto c’è un limite

Sdrammatizzare va bene, ma a tutto c’è un limite. O no? Mentre i media si prodigano a diffondere un identikit sempre più verosimile, mentre per le strade di Bologna e Casalecchio è scattata una vera e propria caccia all’uomo, soprattutto perché si avvicina il fine settimana, il palpeggiatore di Bologna, il maniaco di Via San Felice, è sbarcato su Facebook. Con uno spiccato spirito goliardico, infatti, qualcuno ha pensato bene di creare una pagina, sul noto social network, denominata proprio Il palpeggiatore di Bologna, una pagina che in un paio di giorni ed in poche ore ha raggiunto ben 2825 mi piace, ma che ha anche sollevato moltissime polemiche.

maniaco di via san felice

Eh sì, da un lato c’è gente che ha voglia di sdrammatizzare e farsi due risate, perché altrimenti non si spiegherebbero tutti quei like, dall’altro, invece, c’è chi, non condividendo questa iniziativa, pensando giustamente alle vittime, all’impegno delle forze dell’ordine e soprattutto alla serietà dell’argomento, sta segnalando la pagina e chiedendo che venga chiusa. Per ora la pagina è ancora online; gli stessi amministratori sembrano essere consapevoli della doppia lettura della gente. In più post, infatti, anche per rispondere ai diversi commenti negativi, hanno fatto sapere che: “Dato che stiamo ricevendo, oltre a quello positivo, anche un certo feedback negativo, ci teniamo specificare una cosa un pelo più seria: ironizzare su un fatto specifico – e lo sottolineo nuovamente non sulle molestie sessuali – è fare sì che le informazioni al riguardo circolino. Se non siete d’accordo potete: A) Non seguire la pagina. B) Segnalare .C) Tutte e 2. Ne avete piena facoltà (siamo pienamente democratici) e non distruggerete i sogni di gloria di nessuno. Magari così andate a letto contenti e gratificati per il raggiungimento della vostra missione”, ma una domanda “sorge spontanea” : ce ne era davvero bisogno?

Nonostante vada segnalato che sul web in molti hanno riso sul fatto che l’identikit facesse assomigliare il palpeggiatore a David Bowie, tale pagina sembra proprio essere di troppo e così nei commenti sotto ai vari post si legge tantissima gente indignata che chiede rispetto per le donne che hanno avuto a che fare con il palpeggiatore e per le famiglie delle ragazze, ma anche rispetto per le donne in generale e più serietà nel trattare i casi di violenza oppure si chiede che Facebook venga utilizzato nel migliore dei modi per fare giusta informazioni senza però creare troppo allarmismo proprio mentre la città è con il fiato sospeso ed attende la notizia della sua cattura.

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