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Il piano di Autostrade per demolire e ricostruire il ponte crollato a Genova

Quel che resta del Ponte Morandi a Genova potrebbe essere demolito in trenta giorni. Quindi potrebbe iniziare la ricostruzione, per la quale occorre completare la fase progettuale per la quale si è offerto volontario Renzo Piano. E’ il risultato dell’intensa giornata che ieri, 30 agosto 2018, ha visto impegnati il governatore ligure e commissario all’emergenza Giovanni Toti e l’amministratore delegato di Autostrade e Atlantia, Giovanni Castellucci. «Oggi abbiamo presentato una serie di opzioni di demolizione e di ricostruzione del viadotto Polcevera, che saranno in parte sovrapposte, confermando sostanzialmente i tempi già annunciati – ha detto il numero uno di Autostrade – In ogni caso i piani potranno diventare definitivi solo dopo l’accesso ai luoghi e richiederanno integrazioni e affinamenti sul piano architettonico, da condividere con le parti interessate».

E sempre che il Governo non intervenga con un piano diverso da quello concordato per il momento tra commissario all’emergenza ed Autostrade. «E’ stato presentato il piano di demolizione preliminare. Per avere la tempistica esatta andremo a chiedere il permesso alla procura perché l’area è sequestrata», ha detto Toti confermando che il piano di demolizione sarà più breve del previsto, circa 30 giorni.«Il moncone Est – ha spiegato ancora Toti – sarà demolito in modo più rapido con mezzi meccanici ed esplosivi, come idea. Mentre il moncone ovest sarà smontato pezzo pezzo. In un mese potrebbe essere operativo il piano esecutivo. Serve un giorno – ha aggiunto Toti – per demolire la parte Est del moncone di ponte Morandi e in quel momento vanno giù anche 150 appartamenti».

Sul fronte finanziario per gli interventi sia di demolizione che di ricostruzione, Cassa depositi e prestiti e Regione Liguria hanno attivato alcuni tavoli tecnici per affrontare sia misure immediate sia di pianificazione. Autostrade, invece, ha iniziato i rimborsi delle rate dei mutui a favore dei cittadini genovesi residenti nella Zona Rossa. Lo ha fatto sapere la società, precisando che al momento circa 30 famiglie si sono rivolte per questo motivo ai due Punti di contatto. Il sindaco di Genova Bucci, infine, ha firmato un’ordinanza per modificare la zona rossa e permettere ad alcune aziende di riprendere a lavorare. «Vogliamo far riprendere il lavoro e consentire agli sfollati di rientrare, almeno qualche ora, nelle case per riprendere le proprie cose. Non ho la strada tracciata ma ci stiamo lavorando», ha detto il primo cittadino del capoluogo ligure.

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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