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Il piccolo Alex è in Italia: tutto pronto per il trapianto al Bambino Gesù di Roma

Alessandro Maria Montresor è arrivato nella tarda mattinata di oggi all’ospedale Bambino Gesù di Roma.  Al Bambino Gesù verrà sottoposto ad una tecnica di trapianto innovativa: il trapianto di midollo da genitore con una metodica di manipolazione delle cellule staminali e sarà l’equipe del professor Franco Locatelli a seguirlo.  Il piccolo Alex di soli 18 mesi ha una grave patologia genetica ed è stato ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra. La ricerca di un donatore totalmente compatibile con lui fino ad oggi non aveva avuto successo, così l’ospedale di Roma si è offerto di svolgere questo tipo di operazione sperimentale per la quale l’ospedale romano è tra i primi al mondo: con tale metodica sono stati già trapiantati 150 bimbi.  La percentuale di guarigione definitiva nei bambini con immunodeficienza primitiva è dell’85%.

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La richiesta di aiuto dei genitori del piccolo Alex

I genitori del piccolo Alex hanno raccontato la sua storia sui social e lanciato un appello per trovare un donatore compatibile per il trapianto. La rete si è mossa subito innescando una gara di solidarietà per trovare il midollo adatto al piccolo Alex e così in poche settimane centinaia di persone si sono sottoposte a un prelievo di sangue per testare la propria compatibilità, iscrivendosi al contempo nel registro italiano dei donatori di midollo osseo. Nei giorni scorsi è stato individuato un altro donatore non italiano compatibile che avrebbe però procrastinato la disponibilità al trapianto nei prossimi mesi. Ma la situazione di Alex non permette tempi lunghi: il bambino è infatti sottoposto a una terapia con un farmaco sperimentale l’efficacia del farmaco tende a diminuire nel tempo. Per questo i genitori hanno deciso di accettare la disponibilità, già dichiarata nei mesi scorsi dall’ospedale della Santa Sede, a trattare il bambino. Al Bambino Gesù Alex verrà sottoposto a una tecnica di trapianto innovativa usando come donatore il padre.

La malattia del piccolo Alex

La malattia del piccolo Alex è la Linfoistiocitosi Emofagocitica primaria. Essa è un disordine legato all’ attivazione/proliferazione incontrollata delle cellule macrofagiche, una classe di globuli bianchi deputata alla difesa contro agenti esterni. La malattia colpisce circa 1 nuovo nato su 50.000 ed è frequentemente scatenata da un’infezione virale. Questo tipo di malattia si manifesta nel primo anno di vita nel 70% dei bambini.In assenza di trattamento, la  patologia è rapidamente fatale con una sopravvivenza mediana di circa 2 mesi dall’esordio. Per il trattamento della malattia del piccolo Alex  non vi sono farmaci approvati; esistono raccomandazioni per la gestione della malattia e protocolli di terapia nazionali e internazionali. I pazienti affetti da Linfoistiocitosi Emofagocitica primaria possono essere curati soltanto con un  trapianto di midollo. 

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