in

Il rapimento di Davide Cervia: finalmente lo Stato ammette gli errori commessi

Il caso di Davide Cervia, ex sergente volontario della Marina militare italiana, scomparso in circostanze misteriose il 12 settembre 1990, torna a smuovere la coscienza della Nazione. L’allora giovanissimo esperto di guerra hi-tech, arruolatosi volontario nel 1987 al corpo della Marina aveva solo 31 anni quando veniva sequestrato nella campagna di Velletri dove viveva con la moglie, Marisa Cervia e i due figli, Erika e Daniele, all’epoca di soli 6 e 4 anni. Il caso rimane iscritto al registro delle notizie di reato a carico di ignoti per anni, fino a quando, nel 2000, la Procura generale presso la Corte d’appello di Roma decide di archiviare il caso, escludendo la scomparsa volontaria di Cervia ma rassegnandosi all’impossibilità di individuare i responsabili del fatto.

Davide Cervia scomparsa 1990


Da quel settembre 1990 inizia l’odissea che ancora oggi coinvolge la famiglia Cervia, in particolare, i Erika e Daniele lottano ancora oggi contro l’omertà dello Stato italiano che ha pregiudicato il corretto svolgimento delle indagini e che potenzialmente ha reso impossibile salvare la vita dell’ex militare. All’epoca della scomparsa nel nulla, Davide «lavorava come tecnico elettronico presso la ditta Enertecnel Sud di Cecchina, nell’area industriale di Albano Laziale» riferisce la moglie Marisa. Cervia era un indiscusso esperto di alta tecnologia, circostanza che se si pensa al contesto storico in cui si svolsero i fatti, l’inizio degli anni ’90, rendeva il suo curriculum estremamente appetibile – come sempre sostenuto dalla famiglia di Davide – per le grandi potenze mondiali interessate all’utilizzo di strumenti bellici hi-tech. Quel che più rileva, infatti, è l’esperienza maturata da Cervia durante gli anni trascorsi al servizio della Marina militare: arruolato volontario nel 1987 ne usciva con il grado di sergente sei anni dopo. «Sei anni durante i quali mio marito ha maturato una specializzazione “Ge” in guerra elettronica, ottenendo anche i brevetti Ecm (contromisure elettroniche con disturbo emissioni radio altrui), Esm (ricerca segnali di comunicazione radar) ed Eccm (disattivazione del disturbo nemico)», riferisce Marisa Cervia. Le delicate conoscenze militari di Davide, tuttavia, vengono brutalmente celate sin dall’inizio dalla stessa Marina militare la quale, all’epoca, come spiega la moglie di Cervia, forniva ben cinque differenti versioni del foglio matricolare di Davide «partendo da quello in cui mio marito risultava senza brevetti e specializzazioni, fino all’ultimo dove appare il suo vero curriculum».

Davide Cervia


Una battaglia raccapricciante che non manca di suscitare rabbia e sgomento per l’inerzia di un sistema giudiziario che solo oggi, dopo 28 anni di agonia, riconosce gli errori commessi. La stessa Procura romana ammetterà dapprima la «sostanziale inerzia dovuta a carenza di organico» per approdare poi alla sentenza di condanna che impone il pagamento della cifra simbolica di 1 euro allo Stato italiano. Il governo precedente impugnava tempestivamente il provvedimento di condanna, ma l’attuale Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta dichiara che lascerà cadere l’impugnazione in secondo grado e di «riconoscere gli errori dello Stato, verso una famiglia che merita rispetto e verità». Marisa Cervia ringrazia il Ministro per l’umanità dimostrata e «mai ricevuta finora» e lancia un appello determinato agli organi politici chiedendo loro di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc per fugare ogni potenziale collegamento tra il rapimento di Davide e il «traffico di armi e il depistaggio da pezzi dello Stato deviati».

Leggi anche –> Davide Cervia scomparso: che fine ha fatto il tecnico elettronico sparito alla vigilia della Guerra del Golfo?

Nadia Ferri scomparsa a Rimini: frase inquietante al fratello prima di far perdere le sue tracce

Andrea Zenga e Alessandra Sgolastra insieme dopo “Temptation Island Vip”: avvistati in partenza per Barcellona