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Il rapimento di Silvia Romano dieci giorni dopo: risvolti e avvistamenti

“È ancora nella foresta, nei pressi del fiume Tana”, riferiscono fonti vicine all’inchiesta. “I rapitori sono circondati ed è difficile che possano avanzare verso la Somalia, dove probabilmente erano diretti”. Queste le notizie che ci giungono dal Kenya, sul rapimento di Silvia Romano, la giovane volontaria rapita lo scorso 20 novembre nel villaggio di Chakama, dove faceva volontariato fra i bambini seguiti dalla Onlus Africa Milele.

Le ricerche sempre più serrate

L’esercito avrebbe steso un cordone di sicurezza, impossibile capire quanto solido, per scoraggiare, se non impedire la fuga dei rapitori oltreconfine. Il fiume Tana segna il confine fra i due Stati, nel territorio dove è forte la penetrazione del gruppo degli Shabaab, gli estremisti islamici attivi nella ex colonia italiana. Da Lamu, il capoluogo del distretto costiero più vicino alla Somalia, le ricerche si sono estese fino all’ entroterra.
Alla volontaria italiana, filtra inoltre da fonti informate, “è stato fatto indossare un niqab” che lascia scoperti solo gli occhi. Il niqab è un velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica, che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi, considerato da sempre strumento di oppressione di genere.
L’area in cui si trova Silvia è ai margini della foresta nei pressi del fiume Tana, che appare insuperabile per i rapitori: ammesso che riescano ad attraversarlo, viene spiegato, sarebbero poi costretti a una marcia a tappe forzate per decine di chilometri in una foresta ancora più fitta, dove si può avanzare solo a piedi, per arrivare in zone sicure che non sembrano più tali. Non solo per la presenza di una fauna selvaggia e pericolosa, ma anche perché abitata da tribù che hanno preso nettamente le distanze dai sequestratori, compresa quella degli ‘Ormà a cui appartengono alcuni di loro.

L’avvistamento

Giorni fa, l’emittente keniana Ntv ha riferito che alcuni abitanti della zona costiera, dove è stata rapita la ventitreenne, hanno visto la volontaria italiana con i suoi rapitori. Gli abitanti delle comunità di Garsen e Bombi, coinvolti nelle ricerche, si sono addentrati nella foresta, ha affermato la tv. Inoltre, gli italiani nella regione sono benvoluti in quanto fautori bi buone azioni. Dopo una serie di annunci ottimistici nei giorni scorsi, le autorità oggi si sono chiuse nel massimo riserbo. Si dice fosse stata programmata anche una conferenza stampa, ma l’incontro non è stato più fissato.

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