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Il reddito di cittadinanza? «Anche per un milione di immigrati regolari in Italia»

Dopo la prima versione riservata ai soli italiani, destinata ad una sicura bocciatura per incostituzionalità, la veste rivista del reddito di cittadinanza, il sussidio tanto caro al Movimento 5 Stelle, potrebbe essere un graditissimo regalo per gli immigrati regolari in Italia. Se fosse infatti confermata la bozza che circola in queste ore, tra i requisiti di accesso al reddito di cittadinanza per gli stranieri regolari in Italia, oltre a quelli economici, ci sarebbe solo l’essere residenti nel nostro paese da almeno dieci anni. Bene, UrbanPost ha fatto i conti con l’aiuto dell’esperto di immigrazione Gianluca Luciano, fondatore ed editore di Stranieriinitalia.it. Insieme abbiamo scoperto una cosa che non piacerà molto agli elettori della Lega (eppure Matteo Salvini dovrebbe esserne al corrente…). Il reddito di cittadinanza potrebbe spettare anche a circa un milione di immigrati regolari in Italia. Insomma un bel regalo, anche da parte della Lega, al “nemico giurato”.

«Un nostro articolo in lingua rumena sul reddito di cittadinanza ha totalizzato oltre ventimila clic in poche ore – spiega Gianluca Luciano – Così come le guide in dodici lingue che abbiamo realizzato sullo stesso tema, migliaia di letture in questi giorni. L’ultima versione del reddito di cittadinanza, insomma, interessa e molto agli stranieri residenti da molti anni in Italia e conoscendo i numeri dell’immigrazione regolare nel nostro paese è anche molto semplice capire perché».
Secondo l’Istat il numero degli stranieri regolarmente residenti in Italia è di 5.144.440 persone (1° gennaio 2018). Consultando le tabelle dell’istituto di previdenza abbiamo poi scoperto che negli ultimi dieci anni si sono insediati regolarmente in Italia circa un milione e trecentomila nuovi cittadini stranieri. Quanti di questi siano sotto la soglia di povertà e abbiano quindi diritto al sussidio non è dato saperlo con precisione, ma «Un’ipotesi più che realistica, formulata incrociando i dati Istat con quelli dei patronati e dei Centri per l’Impiego, è che almeno il 20% degli stranieri residenti oggi in Italia sia disoccupato o sotto la soglia minima per avere diritto al reddito di cittadinanza», afferma Luciano. Dati che «potrebbero anche essere ottimistici», avverte l’editore di Stranieriintalia.it. Ed ha ragione. Va infatti considerato che il tasso di occupazione degli immigrati regolari in Italia è in caduta libera dal 2008 a oggi, sette punti meno. Calmierato con il numero dei ricongiungimenti familiari e con l’aumento esponenziale di residenti regolari di sesso femminile, questi numeri ci dicono che gli stranieri si stanno “italianizzando” sempre di più. E non potrebbe essere diversamente anche quando si parla di sussidi: ecco spiegato lo spasmodico interesse per il reddito di cittadinanza e le centinaia di migliaia di clic per le guide dedicate realizzate da Stranieriinitalia.it

Non c’è comunque da sorprendersi per questo grande regalo della Lega agli immigrati. «Non è la prima volta che succede», ricorda Luciano. Ma a Salvini oggi fa comodo alimentare l’ansia e la frustrazione degli italiani per un’emergenza immigrazione che semplicemente non esiste nei numeri. Gli sbarchi nel 2018 sono diminuiti dell’87% rispetto allo scorso anno (dati ufficiali del Ministero occupato proprio da Salvini) e non certo per merito del governo in carica da quattro mesi, capace solo della sceneggiata della nave Diciotti. «Il leader della Lega, sì quello di “prima gli Italiani”, dimentica che nell’autunno del 2009, quando si decise per la maxi-sanatoria di lavoratori stranieri, l’esecutivo in carica era il Berlusconi IV, con Ministro dell’interno Roberto Maroni, all’epoca numero due della Lega Nord». Carramba che sorpresa! Macché, «Basterebbe non farsi fregare da chi non ricorda neppure la propria storia», afferma Gianluca Luciano. Ma non c’è solo la sanatoria del 2009 su cui il partito di Salvini mise la firma, ci sono anche tutti gli altri provvedimenti di sanatorie varie e decreti flussi con cui i governi a guida Lega/Forza Italia hanno regolarizzato almeno due milioni di immigrati in Italia. A cui oggi spettano, giustamente, gli stessi diritti dei cittadini italiani. «E’ una fake news quella che vuole i governi di Centrosinistra responsabili dell’invasione di cui parla Salvini: i numeri dicono che sono stati i governi a guida Lega-Forza Italia ad aver regolarizzato più stranieri». Per la precisione sono due milioni per il Centrodestra contro un milione e duecentomila immigrati regolarizzati dai governi di Centrosinistra. Così come va sfatato anche il falso mito della “sinistra buona con gli immigrati”: è stato infatti il governo Prodi a creare i CPT, Centri di Permanenza Temporanea (oggi CIE), «delle carceri mal sorvegliate dove però comunque si può essere detenuti senza aver commesso un reato», ricorda Luciano.

Del resto, negli ultimi anni di immigrati irregolari ne sono entrati davvero pochi (vedi tabella sopra), rispetto agli ingressi dovuti alle maxi-sanatorie e ai decreti flussi degli anni ‘2000. Il calo degli sbarchi è iniziato molto prima della vittoria elettorale della Lega, a marzo 2018, ed è merito degli accordi con la Libia siglati nel febbraio 2017 dall’allora Ministro dell’interno Marco Minniti. Risulta invece molto difficile il calcolo dei clandestini realmente presenti sul territorio nazionale. «Considerato che siamo da dieci anni un’economia in contrazione e che questo aspetto favorisca i ricongiungimenti con familiari residenti in altri paesi europei, possiamo tranquillamente affermare che almeno l’80% dei “clandestini” in teoria presenti in Italia in realtà abbiano già lasciato da tempo il territorio nazionale. Si tratta di un ’emergenza inventata: mai come in questi anni l’immigrazione non è stata un’emergenza per l’Italia. Lo è stata in passato, ma più per l’incapacità cronica del nostro paese di gestire qualsiasi tipo di emergenza, se non a colpi di sanatorie o con scorciatoie di cui hanno quasi sempre pagato il conto gli stessi immigrati».

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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