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Il reggiseno compie 100 anni, un secolo dal primo brevetto del capo di lingerie più amato

Il reggiseno ha poco più  di cent’anni? Macché ne ha più di 2000! Ufficialmente è nato nel 1889 dalle mani di Hermine Cadolle, bustaia di Parigi, che mise in mostra all’Esposizione Universale la sua nuova invenzione: il corselet-gorge, l’antesignano del reggiseno moderno. Era formato da due triangoli di seta rosa, legati da nastri in tinta che si allacciavano sulla schiena. In realtà, questo non era affatto il primo reggiseno della storia.

Reggiseno compie 100 anni, un secolo dal brevetto

Gli antichi romani infatti non apprezzavano la vista dei seni femminili troppo grandi quindi le signore adottavano una serie di accorgimenti atti a ridurre il seno, come lo strophium  che sosteneva senza comprimere, mentre, per seni più abbondanti, si ricorreva al cestus, un corpetto di cuoio morbido, che dall’inguine arrivava alla base del petto e che si narra fosse stato inventato da Venere per consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa. Più prosperose dovevano apparire invece le dame del XIV secolo, che per alzare il seno ne stringevano la parte inferiore con un’alta fascia. Poi arrivarono gli anni castigati del tardo Medioevo, tempo di corsetti in stoffa rigida e addirittura di armature metalliche. In un quadro di Scipione Mercurio del 1596  si vede  un reggiseno per nutrici sorretto da nastri sottili che si legano sul dorso: è il primo prototipo di reggiseno che a poco a poco prenderà piede.

Dopo l’invenzione straordinaria  della Cadolle, che piuttosto che spingere il seno in su da sotto, lo sospendeva grazie a spalline, nel 1910 una giovane esponente dell’alta società newyorkese, Mary Phelps Jacob, comprò un abito da sera di tessuto trasparente per un importante evento sociale, ma non le piaceva come le stecche spuntavano dalla profonda scollatura. Mary improvvisò un sostegno con due fazzoletti e dei nastri rosa. Naturalmente, il suo abbigliamento sbigottì la sua famiglia e le sue amiche, che la pregarono di cucire un indumento simile anche per loro.  La Jacob brevettò cos’ il “reggiseno senza parte posteriore”, brevetto che fu poi venduto per 1.500 dollari alla Compagnia di Corsetti Warner Brothers del Connecticut che iniziò la produzione industriale di questo nuovo capo d’abbigliamento, destinato a lunghissima vita.

Negli anni ’20, Greta Garbo porta sugli schermi lo stile alla garconne, che punta su abiti dal taglio maschile e il reggiseno appiattisce il seno, quasi a farlo scomparire. Negli anni ’30, invece,  per l’invenzioni dei nuovi tessuti  elastici come il nylon e il rayon, smette di essere di seta e diventa a portata di tutte le tasche. L’apice del successo arriva, dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni  delle pin-up, che del reggiseno fanno la loro prima arma di seduzione. Negli anni ’60, il reggiseno non và più di moda perché le curve perdono l’appeal : sono gli anni di Twiggy, modella magrissima, che snobba il reggiseno e anticipa la lotta femminista quando centinaia di reggiseni vennero bruciati nelle piazze in senso di protesta. Gli anni ’70, però, che vedono il grande ritorno del reggiseno,a cui seguono, gli anni ’80, in cui  verranno creati  svariatissimi modelli,  adatti alle più disparate occasioni per arrivare poi alla  metà degli anni ’90, per rivedere una grande rivoluzione:il Wonderbra, che riesce a regalare anche una taglia in più.

Ormai,di questo prezioso alleato, se ne trovano sul mercato di tutti i tipi, da quello sportivo a quello a balconcino, da quello contenitivi a quello ‘intelligente’, e le case di moda non fanno altro che inventare nuovi modelli e nuove decorazioni accattivanti per notti sempre più indimenticabili. Un compagno insostituibile e senza tempo per tutte le donne del mondo, che ormai hanno imparato ad usare al meglio per potersi permettere di essere un po’ garconne e un po’ pin-up .

 

 

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