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Il ricordo del Cinema di Vittorio De Sica a 40 anni dalla sua scomparsa

Il cinema prende dell’attore quell’attimo e quelle sfumature che non sono possibili in alcun altro genere di spettacolo: per questo, esso permette l’uso efficace degli attori non professionisti…!”. Con queste parole l’inarrivabile Vittorio De Sica, del quale ricorrono oggi, 13 novembre 2014, i quarant’anni della sua scomparsa, spiegava perfettamente il significato di “neorealismo”, ovvero quella stagione cinematografica che l’ha visto grande protagonista unitamente a Roberto Rossellini, Luchino Visconti e in parte Luigi De Santis.

Un modo di fare cinema, quello di Vittorio De Sica, che veniva percepito dallo spettatore come poesia allo stato puro. Il suo ricco bagaglio d’esperienza cinematografica era iniziato in qualità d’attore in film come “Gli uomini che mascalzoni”, e “Il signor Max”, per approdare alla sua prima regia nel 1940 quando firmò il film “Rose Scarlatte” interpretato da lui stesso e Renee Saint Cyr. Nel 1944 iniziò la sua lunga collaborazione con Cesare Zavattini in qualità di sceneggiatore e dopo “La porta del cielo” del 1944, arrivarono uno dietro l’altro i grandi capolavori “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”, “Umberto D”, “Stazione Termini”, fino ad arrivare al 1954 con “L’oro di Napoli”. Poi nel 1960, “La ciociara”, nel 1963 “Ieri, oggi e domani” e nel 1970 “Il giardino dei Finzi Contini”, l’ultimo grande film del regista ciociaro con il quale vinse l’ennesimo Oscar come miglior film straniero, dove la sceneggiatura fu firmata da Ugo Pirro e Giorgio Bassani, autore del romanzo dal quale fu tratto il film.

Difficile stabilire quale fu il miglior film girato da De Sica, il suo capolavoro. Indubbiamente la stagione legata al neorealismo l’ha portato nell’elite della cinematografia mondiale al pari di Charlie Chaplin e dei maestri russi, e la sua maestria nell’insegnare a recitare agli attori presi per strada, lo colloca su un piano di superiorità assoluta. Su questo in “Ladri di biciclette” ha lasciato un segno indelebile nella memoria di tutti gli appassionati di cinematografia.

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