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Il Santo del giorno 1° Maggio: San Geremia profeta

Il Santo di oggi, 1° Maggio, è San Geremia Profeta. Geremia fu un profeta biblico, ritenuto autore dell’omonimo Libro e del Libro delle Lamentazioni contenuti all’interno della Bibbia. Il nome Geremia deriva dall’ebraico e letteralmente significa esaltazione del Signore. Il suo martirologio romano recita: «Commemorazione di san Geremia, profeta, che, al tempo di Ioiakím e Sedecía, re di Giuda, preannunciando la distruzione della Città Santa e la deportazione del popolo, patì molte persecuzioni; per questo la Chiesa ha visto in lui la figura del Cristo sofferente. Predisse, inoltre, il compimento della nuova ed eterna Alleanza in Gesù Cristo, per mezzo del quale il Padre onnipotente avrebbe scritto nel profondo del cuore dei figli di Israele la sua legge, perché egli fosse il loro Dio ed essi suo popolo». 

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La storia di San Geremia

La storia di San Geremia è raccontata da Geremia stesso nel suo libro autobiografico. San Geremia, il profeta, era un sacerdote del villaggio di Anatoth nel territorio di Beniamino. La vocazione di Geremia avvenne nel 626 a.C. Geremia era un uomo solitario e aveva un unico desiderio, quello di sposarsi con Giuditta, ma Dio stesso gli proibì di sposarsi. Ben presto Geremia si trovò in contrapposizione con le autorità del paese. Per questo, la sua vita stessa correva seri pericoli. Il suo messaggio toccava temi scottanti e dolenti della vita nazionale. San Geremia annunciò l’invasione dei babilonesi, contro i quali, secondo Lui, bisognava arrendersi e pagare le tasse. Nessuno lo ascoltò, neanche quando l’avanzata dei babilonesi divenne concreta e inarrestabile. Anche allora i Giudei preferirono ascoltare falsi profeti. Quando i babilonesi assediarono Gerusalemme, le sventure annunciate da Geremia spinsero i notabili a gettarlo in una vecchia cisterna fangosa per evitare che demoralizzasse i soldati. Quando la nazione fu conquistata dai Babilonesi, Nabucodonosor diede inizio alla cosiddetta “cattività babilonese”. Il profeta fu catturato e portato in Egitto dove morì, secondo un’antica tradizione cristiana, lapidato dai suoi connazionali, esasperati dai suoi rimproveri.

Il culto di San Geremia

San Geremia fu un grande poeta drammatico. Molte delle sue descrizioni, infatti, sono esagerate e non corrispondo alla realtà storica. Molti artisti cercarono di riprodurre nelle loro opere la figura di San Geremia. Nella scultura ci provò con successo Donatello con una sua statua. Nella pittura Michelangelo immortalò un pensoso Geremia nella Cappella Sistina. Nel rivestimento marmoreo della Santa Casa di Loreto la statua di Geremia, scolpita tra il 1540 ed il 1542 da Aurelio Lombardo, è la più bella ed intensa tra le dieci statue dei profeti qui rappresentati. Stefan Zweig scrisse un dramma in cui Geremia, comprendendo che il suo destino è ormai deciso e che per lui il carcere è ormai inevitabile, si abbandona alla disperazione, nella quale tuttavia appaiono scintille di speranza che alla fine motivano la sua sofferenza. La vita del profeta è stata anche raccontata attraverso la pellicola cinematografica. Geremia il profeta (Jeremiah) è un film per la televisione del 1998 diretto da Harry Winer e interpretato da Patrick Dempsey.

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