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Il Santo del giorno 13 Aprile: Sant’Ermenegildo

Il Santo di oggi, 13 aprile, è Sant’Ermenegildo. Ermenegildo favorì la conversione della sua nazione al Cattolicesimo e per questo è considerato santo. Sant’Ermenegildo è l’attuale patrono della Spagna. Il nome Ermenegildo deriva dal tedesco e letteralmente significa dono del dio Irmin. Nelle immagini sacre è rappresentato con una palma, simbolo del suo martirio. Il suo martirologio romano recita: «A Tarragona in Spagna, sant’Ermenegildo, martire, che, figlio di Leovigildo re dei Visigoti seguace dell’eresia ariana, si convertì alla fede cattolica per opera del vescovo san Leandro; rinchiuso in carcere per essersi ribellato alla volontà del padre rifiutandosi di ricevere la comunione da un vescovo ariano nel giorno della solennità di Pasqua, per ordine del padre stesso morì sotto un colpo di scure». 

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La vita di Sant’Ermenegildo

Sant’Ermenegildo nacque verso la metà del VI secolo, ma la data precisa ci è ignota. Era il figlio primogenito del re dei visigoti Leovigildo e della sua prima consorte, Teodosia. Sin da giovane fu educato nell’arianesimo, religione eretica professata dai suoi genitori. Nel 579 Ermenegildo sposò la principessa Ingonda, figlia del re dei Franchi, Sigeberto I. Ingonda era di fede cristiana e questo fatto portò dei problemi a Ermenegildo. Ingonda si lamentò del fatto che la volessero far convertire e così Leovigildo per evitare che le cose peggiorassero trasferì suo figlio a Siviglia. A questo punto trovandosi in un ambiente cristiano Ermenegildo si convertì. Leovigildo cercò attraverso lusinghe e minacce di far tornare il figlio alla fede ariana, ma senza alcun esito. Iniziò così una lunga guerra tra i due che si concluse con l’arresto di Sant’Ermenegildo. Durante la sua prigionia Ermenegildo si sottopose a flagellazioni e mortificazioni, pregando Dio di liberarlo dai propri patimenti. Durante la Pasqua del 585 Sant’ Ermenegildo fu decapitato perché si rifiutò ancora una volta di rinunciare alla fede cristiana.

Il Culto di Sant’Ermenegildo

Il culto di Sant’Ermenegildo non fu celebrato subito. Su petizione di Filippo II di Spagna nel millesimo anniversario della sua morte, papa Sisto V concesse alla Spagna di poterne celebrare la festa. Papa Urbano VIII estese la festa a tutta la Chiesa. Assieme a san Fernando è il santo patrono dei monarchi spagnoli. Viene venerato il 13 aprile dalla Chiesa cattolica, il 1º gennaio e il 1º novembre da quella ortodossa. Il re Ferdinando VIIl di Spagna istituì l’Ordine Militare di Sant’Ermenegildo il 28 novembre 1814 e destinato a ricompensare il servizio reso dai militari in Spagna e nelle Indie. L’Ordine si divide in tre classi: Cavalieri di Gran Croce, Cavalieri di seconda classe e Cavalieri di terza classe. La decorazione consiste in una croce d’oro, smaltata di bianco, sormontata dalla corona reale. Sull’uniforme all’altezza del cuore c’è uno scudetto azzurro con l’immagine di Sant’Ermenegildo. Lo scudetto risulta circondato dal motto “Premio a la costanza militare”; nel retro la cifra del sovrano. Il nastro dell’Ordine è bianco e rosso.

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