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Il santo del giorno 16 maggio: Sant’Ubaldo di Gubbio

Il Santo di oggi, 16 maggio, è Sant’Ubaldo di Gubbio. Ubaldo Baldassini è stato vescovo di Gubbio nel XII secolo ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Sant’Ubaldo è il patrono della città di Gubbio e della città di Barchi. Il nome Ubaldo deriva tedesco e vuol dire “spirito ardito”. Nelle immagini sacre Sant’Ubaldo è spesso raffigurato insieme al bastone pastorale, simbolo della sua carica ecclesiastica. Il suo martirologio romano recita: «A Gubbio in Umbria, Sant’Ubaldo, vescovo, che si adoperò per il rinnovamento della vita comunitaria del clero».

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La vita di Sant’Ubaldo di Gubbio

Sant’Ubaldo nacque intorno al 1085. Alla morte del padre il giovane Ubaldo fu affidato allo zio, che lo avviò alla vita religiosa. Studiò dai canonici di San Secondo e poi a San Mariano, dove non si trovò bene a causa della corruzione del clero. Fu ordinato sacerdote nel 1114. Dopo l’incendio del 1125, si adoperò per la ricostruzione del duomo e dell’ospedale di Gubbio. Papa Onorio II nel 1129 gli attribuì il vescovato di Gubbio. Come vescovo evitò sempre le cerimoniose pompose e non facilitò i suoi parenti affidando loro cariche e vantaggi. Sant’Ubaldo aiutò la cittadinanza durante l’assedio a Gubbio voluto da undici città rivali e trattò personalmente con Federico Barbarossa per evitare la distruzione da parte delle sue truppe. Ubaldo venne colpito da una malattia insolita e il suo corpo si ricoprì di pustole dolorose che emettevano in continuazione un liquido sieroso, biancastro e maleodorante.  Domenica 15 maggio 1160 chiese l’estrema unzione e morì all’alba del 16 maggio. 

Il culto di Sant’Ubaldo di Gubbio

Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, è festeggiato il 16 maggio. In suo onore si svolge la celebre Festa dei ceri, che viene festeggiata però il 15 maggio. La Festa dei Ceri consiste nel trasportare di corsa Tre Ceri coronati da statue di Santi: Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate. La lunghezza totale della Corsa è di circa 4.300 metri suddivisi in quattro tratti. I Ceri devono correre il più velocemente possibile, mantenendo la posizione verticale. È vietato il sorpasso ed i Ceri devono mantenere lo stesso ordine per tutta la Corsa: Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. La tradizione vuole che sia una festa religiosa cattolica frutto della trasformazione di un’originaria offerta di cera che la popolazione medievale di Gubbio donava al patrono Sant’Ubaldo. È una delle più antiche manifestazioni folcloristiche italiane e si ripete annualmente ed ininterrottamente dal 1160. La festa riveste ancora oggi un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista sociale che da quello culturale, per la comunità di Gubbio. Dal 1973 i Tre Ceri rappresentano il simbolo della Regione Umbria e sono stilizzati nel suo gonfalone e nella bandiera ufficiale.

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