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Il Santo del giorno 19 giugno: San Romualdo Abate

Il Santo di oggi, 19 giugno, è San Romualdo Abate. Romualdo è stato un monaco cristiano e abate italiano, fondatore dell’eremo di Camaldoli e promotore della Congregazione camaldolese. E’ venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il nome Romualdo deriva dal tedesco e significa che regna glorioso. Nelle immagini sacre San Romualdo è rappresentato insieme a diversi simboli: il bastone pastorale, la scala, la bibbia, il libro della regola, il teschio, il demonio tentatore e il modellino dell’eremo di Camaldoli. Il suo martirologio romano recita: «San Romualdo, anacoreta e padre dei monaci Camaldolesi, che, originario di Ravenna, desideroso di abbracciare la vita e la disciplina eremitica, girò l’Italia per molti anni, costruendo piccoli monasteri e promuovendo ovunque assiduamente tra i monaci la vita evangelica, finché nel monastero di Val di Castro nelle Marche mise felicemente fine alle sue fatiche.»

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La vita di San Romualdo Abate

San Romualdo nacque intorno al 950 da una nobile famiglia. A 20 anni entrò nell’antico monastero di Sant’Apollinare in Classe e divenne monaco. Poco dopo si recò presso un eremita, in territorio veneziano, sottoponendosi alla sua guida spirituale. Dopo questa esperienza San Romualdo si trasferì nell’abbazia di San Michele di Cuxa in Catalogna, dove vi rimase per dieci anni. Ritornato in Italia nel 988, si dedicò a vita eremitica nell’eremo di Pereo, sulla cosiddetta Isola delle Rose, presso Ravenna. Nel territorio del monte Fumaiolo, fondò un monastero in onore di San Michele Arcangelo. Intorno all’anno 1001 il giovane imperatore Ottone III convinse Romualdo a diventare abate di Sant’Apollinare in Classe; ma la sua vocazione era quella della solitudine e, dopo appena un anno, rinunciò all’incarico e si recò a Montecassino. Intorno al 1014 Romualdo fondò un eremo a Sitria, alle falde del monte della Strega. Rimase lì quasi sette anni. Dopo di che si recò a Camaldoli. Romualdo morì in solitudine il 19 giugno tra il 1023 e il 1027 nell’abbazia di San Salvatore in Valdicastro, vicino a Fabriano.

Il Culto di San Romualdo Abate

San Romualdo fu beatificato appena cinque anni dopo la morte e fu dichiarato santo nel 1595, da papa Clemente VIII. Il suo corpo è conservato nella chiesa dei Santi Biagio e Romualdo a Fabriano, mentre il braccio, in un prezioso reliquiario d’argento, è nella cattedrale di Jesi nell’altare di San Biagio. L’eremo di Camaldoli è un edificio religioso situato nei pressi dell’omonima località, in provincia di Arezzo. Fu fondato da San Romualdo nei primi anni dell’XI secolo ed è la casa madre della Congregazione benedettina dei camaldolesi. La congregazione camaldolese coniuga la dimensione comunitaria e quella solitaria. Il loro stemma è formato da due colombe che si abbeverano a un solo calice.

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