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Il Santo del giorno 2 febbraio: Santa Caterina de’ Ricci

Il Santo di oggi, 2 febbraio, è Santa Caterina de’ Ricci. Caterina de’ Ricci è stata una religiosa italiana, terziaria regolare domenicana nel monastero di San Vincenzo a Prato, di cui fu anche priora. Santa Caterina fu proclamata santa da papa Benedetto XIV il 29 giugno 1746. Il nome Caterina deriva dal greco e significa letteralmente donna pura. Il simbolo con cui viene rappresentata nelle immagini sacre è il giglio. Il suo martirologio romano recita: «A Prato in Toscana, santa Caterina de’ Ricci, vergine del Terz’Ordine regolare di San Domenico, che si dedicò a un’opera di rinnovamento religioso e si impegnò nell’assidua contemplazione dei misteri della passione di Gesù Cristo, meritando anche di farne una speciale esperienza mistica.»

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Santa Caterina de’ Ricci vita e culto

Santa Caterina de’ Ricci nacque a Firenze il 23 aprile del 1522. A sei anni suo padre la fece entrare nel vicino convento di Monticelli affinché potesse studiare. Dopo aver passato un piccolo periodo fuori dal convento, all’età di 14 anni si fece domenicana presso il monastero di San Vincenzo a Prato. A 25 anni divenne priora e trascorse il resto della vita al San Vincenzo. Come esperta di religione e amministrazione, i suoi consigli erano ricercati e ascoltati. Per tutta la vita conservò come preziose reliquie un dito di Girolamo Savonarola, il cerchio di ferro che ne aveva sostenuto il corpo sul rogo e un suo ritratto dipinto da fra Bartolomeo. Le prediche e gli scritti di Savonarola erano le sue letture preferite e lei invitava tutti a meditare sui racconti della vita del frate domenicano. Santa Caterina morì a Prato il 2 febbraio del 1590, dopo una lunga malattia. Dopo la sua morte è stata proclamata patrona titolare della congregazione delle suore domenicane.

Presentazione del Signore o Candelora

Il nome Candelora è usato popolarmente in italiano per indicare la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio. Nella celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. La festa viene osservata anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse chiese protestanti. In molte zone e in diverse confessioni è tradizione comune che i fedeli portino le proprie candele presso la chiesa locale per la benedizione. Al giorno della candelora nelle varie regioni d’Italia sono associati diversi detti legati alle previsioni meteorologiche. A Trieste esiste il seguente detto popolare riferito alla festività della Candelora: «Se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora. Se la vien con piova e vento de l’inverno semo drento.» In Toscana la tradizione proverbiale recita l’esatto opposto del nord Italia, ovvero si considera la fine dell’inverno in caso di brutto tempo. La festa della Candelora è conosciuta e celebrata anche all’estero. In Francia ad esempio la Candelora è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes, che vengono preparate in tutti i modi.

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