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Il Santo del giorno 22 aprile: San Teodoro il Siceota

Il Santo di oggi, 22 aprile, è San Teodoro il Siceota. Teodoro il Siceota è stato un vescovo e santo bizantino, vescovo di Anastasiopoli, nella Galazia. Il nome Teodoro deriva dal greco e letteralmente significa regalo, dono di Dio. Il suo martirologio romano recita: «Nel villaggio di Sykéon in Galazia, nell’odierna Turchia, san Teodoro vescovo e egúmeno, che, attratto fin dall’infanzia dalla solitudine, scelse un austero tenore di vita e, ordinato suo malgrado vescovo di Anastasiopoli, chiese con insistenza al patriarca di Costantinopoli di poter fare ritorno al suo eremo».

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La storia di San Teodoro il Siceota

L’agiografia di San Teodoro fu scritta dal suo discepolo Eleusio. Teodoro nacque sotto l’impero di Giustiniano da una prostituta, che si convertì e lo battezzò. Suo padre Cosma fu un ufficiale dell’imperatore Giustiniano che passò da Sicea. Sin da ragazzo mostrò particolare interesse per la vita spirituale. A tredici anni scavò con le sue mani una grotta sotto la chiesa dedicata a San Giorgio dove si rifugiò per due anni. Poi si trasferì in una caverna di un monte vicino dove stette un altro anno. Passava lunghi periodi in solitudine, dal Tempo di Natale alla Domenica delle Palme. A causa della sua condotta di vita così austera e fatta solo di preghiera e di digiuno si ammalò e, poiché versava in un cattivissimo stato di salute, fu trasportato a casa del vescovo di Anastasiopoli. Il vescovo gli fece curare le piaghe e poiché rimase profondamente ammirato dalla sua santità, gli conferì in soli cinque giorni gli Ordini sacri.

San Teodoro e il mondo ecclesiastico

Dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme, sulle orme di Gesù di Nazaret, San Teodoro percorse la Palestina e giunse presso Koziba dove visse da eremita e penitente. Rientrato a Sicea, costruì un monastero presso la chiesa di San Giorgio per accogliervi i discepoli che chiesero di seguirlo. Ben presto la sua fama di taumaturgo e di profeta si diffuse nelle più remote Provincie dell’Oriente a tal punto che giunsero a lui personaggi importanti per preghiere e consigli di vario genere. Morto il vescovo di Anastasiopoli, il clero e il popolo di quella Chiesa chiesero che l’abate Teodoro fosse elevato a successore degli apostoli. San Teodoro divenne così vescovo di Anastasiopoli. All’inizio si dedicò con sollecitudine ai doveri di vescovo, in seguito sentì il desiderio di tornare ad una vita solitaria. Ritornò nel suo monastero e da qui  uscì raramente. San Teodoro morì nel monastero di Sicea il 22 aprile del 613.

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