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Il Santo del giorno 22 maggio: Santa Rita da Cascia

Il Santo di oggi, 22 maggio, è Santa Rita da Cascia. Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti, è stata una religiosa italiana del monastero eremitano di Santa Maria Maddalena. Papa Leone XIII nel 1900 la proclamò santa. Santa Rita è patrona delle donne maritate infelicemente, dei casi disperati e apparentemente impossibili e dei serigrafi. Il nome Rita è un’abbreviazione di Margherita, deriva dal greco e significa perla. Le api, le rose e la spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti della Santa. Il suo martirologio romano recita: «Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione».

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La vita di Santa Rita da Cascia

Santa Rita da Cascia nacque intorno al 1381 a Roccaporena. I genitori la spinsero molto presto verso il matrimonio. Rita sposò Paolo di Ferdinando di Mancino, forse un ufficiale della guarnigione di Collegiacone, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruente, appartenente alla fazione ghibellina. Le nozze si tennero nella chiesetta di San Montano a Roccaporena. Secondo la tradizione, il carattere mite di Rita cambiò lo spirito impulsivo e violento del marito, tanto che abbandonò le armi per convertirsi al lavoro presso un mulino usato anche come loro casa. Nacquero due figli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo alcuni anni di matrimonio, Paolo venne ucciso mentre rincasava in piena notte. I due figli poco dopo morirono di malattia.

Rita decise di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia. Secondo la tradizione, Rita, in piena notte, venne portata in volo dal cosiddetto “scoglio” di Roccaporena fino dentro le mura del monastero di Cascia dai suoi tre santi protettori. La badessa del monastero mise a dura prova la vocazione e l’obbedienza di Rita, facendole annaffiare un arbusto di vite secco, presente nel chiostro del monastero. Il legno, dopo un po’ di tempo, riprese vita e dette frutto. Santa Rita non solo si dedicò alla preghiera, alle penitenze e ai digiuni nel monastero, ma uscì spesso per andare in servizio dai poveri e dai malati di Cascia. Secondo la tradizione, la sera del Venerdì Santo 18 aprile 1432, avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte. La stigmate sulla fronte e la precaria salute la obbligavano a non spostarsi da Cascia. Rita rimase malata a letto per molto tempo. Sempre secondo la tradizione devozionale, che lega strettamente Rita alle api, come apparvero api bianche sulla sua culla, così apparvero api nere sul suo letto di morte. Santa Rita morì 22 maggio 1447. 

Il Culto di Santa Rita da Cascia

Le spoglie di Santa Rita sono conservate a Cascia, all’interno della basilica di Santa Rita, facente parte dell’omonimo santuario e fatta erigere tra il 1937 e il 1947. Il corpo è rivestito dall’abito agostiniano cucito dalle monache del monastero. Il viso, le mani e i piedi sono mummificati, il resto del corpo è in forma di semplice scheletro. Santa Rita da Cascia è venerato in tutta Italia e le feste a Lei dedicate sono tantissimi. Un rito tipico della festa di Santa Rita da Cascia è la benedizione delle rose portate dai fedeli. Il primo film realizzato su Santa Rita è del 1943, ad opera di Antonio Leonviola e interpretato da Elena Zareschi. Il film è in bianco e nero, realizzato a Cascia e a Roccaporena con il contributo della popolazione locale in veste di figuranti e comparse. Nel 2004 invece Giorgio Capitani realizzò in suo onore una mini-serie televisiva interpretata da Vittoria Belvedere. Il 27 giugno 2010 nelle vicinanze della città di Santa Cruz, in Brasile, è stata inaugurata la statua religiosa cattolica più grande al mondo e dedicata a Santa Rita da Cascia.

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