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Il Santo del giorno 23 febbraio: San Policarpo

Il Santo di oggi, 23 febbraio, è San Policarpo. Policarpo di Smirne è stato un vescovo, teologo e santo greco antico. Fu discepolo di Giovanni apostolo e divenne vescovo di Smirne durante il regno di Traiano. È venerato come santo da molte Chiese cristiane e la sua memoria liturgica è celebrata il 23 febbraio o il 26 gennaio. I copti lo ricordano l’8 marzo. Il nome Policarpo deriva dal greco e letteralmente significa che da molti frutti. Nel immagini sacre è rappresentato o con il bastone pastorale o con il simbolo della palma. Il suo martirologio romano recita: «Memoria di san Policarpo, vescovo e martire, che è venerato come discepolo del beato apostolo Giovanni e ultimo testimone dell’epoca apostolica; sotto gli imperatori Marco Antonino e Lucio Aurelio Commodo, a Smirne in Asia, nell’odierna Turchia, nell’anfiteatro al cospetto del proconsole e di tutto il popolo, quasi nonagenario, fu dato al rogo, mentre rendeva grazie a Dio Padre per averlo ritenuto degno di essere annoverato tra i martiri e di prendere parte al calice di Cristo». 

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La vita di San Policarpo

San Policarpo nacque a Smirne nell’ 69 da genitori cristiani e fu discepolo di San Giovanni apostolo, che lo consacrò vescovo della città di Smirne intorno al 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospitò e più tardi Ignazio gli scrisse una lettera divenuta poi famosa. Divenne uno dei più autorevoli e stimati vescovi del suo tempo, tanto che nel 154 fu scelto come rappresentante della Chiesa d’Asia e inviato a Roma a discutere con papa Aniceto la questione della data di celebrazione della Pasqua. A Roma e a Smirne contrastò la diffusione delle dottrine docetiche di Marcione e Valentino. Durante l’impero di Antonino Pio (138 – 161) fu catturato per ordine del proconsole Stazio Quadrato: essendosi rifiutato di sacrificare per l’imperatore, fu condannato ad essere arso vivo nello stadio della sua città e, visto che miracolosamente le fiamme non lo consumavano, fu ucciso con un colpo di pugnale il 23 gennaio 155.

Le opere di San Policarpo

Alla figura di San Policarpo sono legate due lettere che oggi sono famosissime. La prima lettera è quella di Policarpo ai Filippesi. La lettera inizia con delle esortazioni alle virtù, indicando gli insegnamenti da trasmettere alle donne, alle vergini, ai giovani, unite ai doveri che riguardano i diaconi e i presbiteri. La lettera, che ci è giunta parzialmente in greco e integralmente in una traduzione in latino. Nella sua lettera Policarpo cita ripetutamente la prima lettera di Pietro e varie lettere di Paolo. Sono presenti inoltre due citazioni della prima lettera di Giovanni e più citazioni dirette dei Vangeli. La seconda lettera è quella di Ignazio, vescovo di Antiochia, a San Policarpo. Ignazio inoltre cita Policarpo in altre sue lettere inviate agli abitanti di Efeso e Magnesia. Queste lettere sono state raccolte da San Policarpo stesso nel 107 quando incontrò Ignazio, il quale veniva trasferito a Roma come prigioniero.

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