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Il Santo del giorno 23 settembre: San Sossio di Miseno

Il Santo di oggi, 23 settembre, è San Sossio (o Sosio) di Miseno. San Sossio di Miseno è venerato come Santo e martire dalla Chiesa cattolica. Fu decapitato insieme a San Gennaro a Pozzuoli sotto Diocleziano. Il nome Sossio o Sosio ha origine greca e vuol dire “salvatore”. Nelle immagini sacre San Sossio è rappresentato con la palma del martirio, la fiamma dello Spirito Santo e il Vangelo. È patrono di Frattamaggiore, San Sossio Baronia e Falvaterra. Il suo martirologio romano recita: «A Capo Miseno in Campania, san Sossio, diacono e martire, che, come riferisce il papa san Simmaco, desiderando sottrarre il suo vescovo alla morte, trovò invece inseme a lui la morte, ottenendo a ugual prezzo ugual gloria».

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La vita di San Sossio o Sosio Martire

San Sossio nacque intorno al 275 a Miseno, frazione del comune di Bacoli a Napoli. Apparteneva ad una famosa famiglia di librai. La figura di San Sossio è fortemente unita a quella del vescovo Gennaro, con un profondo vincolo di amicizia. Egli era un diacono giovane e brillante della chiesa di Miseno, zelante nella sua funzione e umilmente sottomesso al suo vescovo Gennaro. Quando nel 305 la persecuzione cristiana, imposta da Diocleziano, si estese all’area flegrea Sossio fu tra i primi ecclesiastici ad essere incarcerato. La sua coraggiosa testimonianza di fede fu esemplare anche per il comportamento degli altri santi con i quali egli, dopo aver superato indenne la condanna alle bestie feroci nell’anfiteatro Flavio di Pozzuoli, subì il martirio alla Solfatara. Qui San Sossio, insieme a San Gennaro, morì decapitato il il 19 settembre 305.

Il culto del Santo del giorno

Le spoglie di San Sossio o Sosio vennero spostate per tre volte fino a giungere a Frattamaggiore, dove riposano ancora oggi. Altre reliquie del Santo si trovano in altri paesi d’Italia. Il suo corpo fu traslato per la prima volta a Miseno il 23 settembre del 305, che fu fissato come giorno della sua festa. I Benedettini, che custodirono il corpo a Napoli, durante le scorrerie dei Saraceni, ne diffusero il culto in Campania, nel Lazio e persino in Africa. Il popolo lo invoca contro i mali delle ossa. È particolarmente venerato a Castro dei Volsci e a Falvaterra, due paesi in provincia di Frosinone.

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