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Il Santo del giorno 26 aprile: San Cleto (Anacleto) papa

Il Santo di oggi, 26 aprile, è San Cleto papa. Cleto o Anacleto è stato il 3º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa, orientativamente, dall’80 al 92. San Cleto è santo patrono dei comuni di Ruvo di Puglia e di Belmonte del Sannio. Il nome Cleto, abbreviazione di Anacleto, deriva dal greco e letteralmente significa invocato, chiamato. Nelle rappresentazioni sacre è spesso raffigurato con l’abbigliamento tipico dei papi mentre compie il classico gesto della benedizione ai fedeli. Il suo martirologio romano recita: «A Roma, commemorazione di san Cleto, papa, che resse la Chiesa di Roma per secondo dopo l’apostolo Pietro». 

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La vita di San Cleto

Dopo una disputa durata per secoli, l’Annuario Pontificio del 1947 ha stabilito che la figura di papa Anacleto coincide con quella di Cletus, citata dal Liber Pontificalis come successore di Papa Lino. Da quanto racconta il Liber Pontificalis, Cleto nacque ad Atene in Grecia ed era figlio di Antioco. Visse sotto gli imperatori Tito Flavio Vespasiano, Tito e Domiziano; quest’ultimo scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani che culminò nell’anno 95; essendo Cleto morto nel 92, probabilmente non subì il martirio come la maggior parte dei cristiani della città. San Cleto fu papa sotto il regno di Tito quando, il 24 agosto del 79, l’eruzione del Vesuvio causò la distruzione della città di Pompei. Durante il suo pontificato ordinò 25 sacerdoti, ai quali avrebbe imposto la tonsura, ovvero il rito che precede il conferimento degli ordini sacri e indica la consacrazione a Dio. Tale rito consiste essenzialmente nel taglio di cinque ciocche di capelli, come simbolica forma di rinuncia al mondo da parte dell’aspirante chierico. La forma che i capelli assumono viene infatti detta chierica. San Cleto morì verso l’anno 92 e fu sepolto nella necropoli vaticana.

Il Culto di San Cleto

San Cleto secondo il martirologio romano viene ricordato il 26 aprile. È santo patrono dei comuni di Ruvo di Puglia e di Belmonte del Sannio. Secondo la tradizione locale Cleto sarebbe stato primo vescovo di Ruvo di Puglia, nominato direttamente da san Pietro di passaggio in Puglia. Questa tradizione è inverosimile, dato che ai tempi dei primi cristiani era consuetudine nominare pastori originari del luogo in cui avrebbero dovuto esercitare il loro ministero. Inoltre il passaggio di San Pietro nell’Italia meridionale è comunemente ritenuto leggendario. Degli antichi riti in onore di San Cleto a Ruvo di Puglia restano pochissime testimonianze. Un tempo ogni 26 aprile si apriva la cisterna romana posta sotto la Chiesa del Purgatorio. Questa cisterna era detta la Grotta di San Cleto e nella quale secondo la leggenda il Santo aveva battezzato i privi cristiani ruvesi.

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