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Il Santo del giorno 26 maggio: San Filippo Neri

Il santo di oggi, 25 maggio, è San Filippo Neri. Filippo Romolo Neri è stato un prete italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il nome Filippo deriva dal greco e letteralmente significa amante dei cavalli. San Filippo è protettore dei giovani. Nelle immagini sacre è rappresentato con la veste nera tipica dei preti e spesso accerchiato da giovani. Il suo martirologio romano recita: «Memoria di san Filippo Neri, sacerdote, che, adoperandosi per allontanare i giovani dal male, fondò a Roma un oratorio, nel quale si eseguivano letture spirituali, canti e opere di carità; rifulse per il suo amore verso il prossimo, la semplicità evangelica, la letizia d’animo, lo zelo esemplare e il fervore nel servire Dio». 

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La vita di San Filippo Neri

San Filippo Neri nacque a Firenze il 21 luglio 1515. Nel 1520 Filippo Neri perse la madre. Il padre decise così di risposarsi con Alessandra di Michele Lensi che si affezionò molto ai figli del marito. Filippo ricevette la prima istruzione in famiglia, in seguito venne mandato a studiare presso un certo maestro Clemente e cominciò a frequentare anche il convento di San Marco evangelista a Firenze. Visse a Firenze fino a 18 anni, quando fu inviato presso uno zio a Cassino per essere avviato alla professione di commerciante. In quegli anni cominciò a sentire la propria vocazione religiosa, così da costruire una piccola cappella in una roccia a picco sul mare denominata “Montagna Spaccata” (ancora oggi visitabile) a Gaeta, dove si recava tutti i giorni per pregare in silenzio. Nel 1534 si recò a Roma come pellegrino, ma vi rimase in qualità di precettore di Michele e Ippolito Caccia.

Secondo la tradizione nel 1544, e precisamente nel giorno della Pentecoste, in preghiera presso le catacombe di San Sebastiano, Filippo Neri fu preda di uno straordinario avvenimento che gli causò una dilatazione del cuore e delle costole. In seguito a questa esperienza Filippo abbandonò la casa dei Caccia per ritirarsi a vivere come eremita fra le strade di Roma, dormendo sotto i portici delle chiese o in ripari di fortuna. Nello stesso periodo, si occupò degli infermi, abbandonati a sé stessi o affidati a pochi volontari. Decise così di fondare la cosiddetta Confraternita della Trinità, creata appunto per accogliere e curare viandanti, pellegrini e povera gente dei borghi romani. San Filippo decise così di diventare sacerdote. Come sacerdote divenne famoso nell’esercizio del sacramento della confessione. Nel 1575 il papa Gregorio XIII eresse la Congregazione dell’Oratorio e concesse a questa la chiesa di Santa Maria in Vallicella, che ne divenne la sede. Don Filippo, grazie al suo insegnamento promosse innumerevoli attività: coinvolse nella preghiera e nella lettura della Bibbia la comunità e fondò una scuola per l’educazione dei ragazzi. San Filippo Neri morì dopo essere stato colpito da una grave emorragia il 26 maggio 1595.

Il Culto di San Filippo Neri

Dopo la sua morte San Filippo Neri ebbe subito fama di santità presso i fedeli: Santo della gioia e Apostolo di Roma sono alcuni appellativi attribuitigli dai devoti. Viene ricordato a Roma per aver istituito il cosiddetto Giro delle Sette Chiese, un pellegrinaggio a piedi per le sette chiese principali della città. Il “Giro delle Sette Chiese” è tuttora praticato dai fedeli. Fu proclamato santo nel 1622. San Filippo Neri è patrono della città di Gioia del Colle in provincia di Bari, di Candida in Irpinia, di Tursi in provincia di Matera, di Guardia Sanframondi in provincia di Benevento. Nel 1624 nella città di Macerata venne allestita la prima chiesa in tutto il mondo dedicata a San Filippo Neri. La seconda chiesa al mondo dedicata a Filippo Neri fu eretta nel 1636 a Carbognano (Viterbo). Tra le numerose chiese a lui dedicate degna di nota è la chiesa di San Filippo Neri di Lodi, vero capolavoro del tardo barocco e ricca di splendidi affreschi.

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