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Il Santo del giorno 28 maggio: San Germano da Parigi

Il Santo di oggi, 28 maggio, è San Germano da Parigi. Germano fu vescovo di Parigi dal 555 fino alla morte ed è considerato santo dalla chiesa cattolica. Il nome Germano deriva dal latino e vuol dire fratello/sorella. Nelle immagini sacre San Germano è rappresentato con il bastone pastorale, simbolo del suo ruolo all’interno della chiesa cattolica. Il suo martirologio romano recita: «A Parigi in Francia, san Germano, vescovo, che fu dapprima abate di San Sinforiano di Autun e, eletto poi alla sede di Parigi, mantenne uno stile di vita monastico, dedicandosi a una fruttuosa opera di cura delle anime».

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La vita di San Germano da Parigi

San Germano nacque alla fine del V secolo ad Autun da una famiglia benestante. Studiò molto e divenne sacerdote e poi abate nell’Abbazia di San Sinforiano ad Autun. Nel 555 per volere del re Childeberto divenne vescovo di Parigi. Nel 558 consacrò una chiesa dedicata a San Vincenzo di Saragozza con annesso monastero. A San Germano viene attribuito nella sua prima stesura il rito gallicano in uso in varie parti d’Europa fino alla Riforma dell’XI secolo di Gregorio VII. Un rito gemello del rito ambrosiano usato a Milano e sopravvissuto con il rito mozarabico in Spagna. Nella sua struttura mantiene un legame liturgico con i riti delle Chiese mediorientali e in particolare quella siriaca. San Germano morì nel 576 e venne seppellito nella cappella di San Sinforiano. Nel 756 il corpo venne traslato nella chiesa di San Vincenzo, che da allora prese il nome di Saint-Germain-des-Prés.

Il Rito Gallicano di San Germano da Parigi

Per rito gallicano si intendono le tradizioni liturgiche in uso nelle diocesi della Francia. Non è ancora stata chiarita l’origine di questa tradizione liturgica molto diffusa nell’Europa occidentale. Secondo le due ipotesi maggiori sarebbe sorta verso il VI secolo nel sud della Gallia. La liturgia cattolica in uso in Gallia è molto mal conosciuta perché subì una profonda “romanizzazione” in seguito alle riforme di Carlo Magno. Si attribuisce a San Germano da Parigi una “Expositio missae Gallicanae”, che rappresenta una descrizione della forma tardiva verso la fine del VII secolo. Nella sua struttura la liturgia gallicana è avvicinabile alla liturgia celtica, ambrosiana e a quella visigota. Successivamente con i Normanni il rito gallicano si affermò nel Regno di Sicilia come liturgia ufficiale. L’ultima diocesi francese ad abbandonare il rito gallicano fu quella di Orleans, che adottò il rito romano nel 1874.

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