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Il Santo del giorno 3 Febbraio: San Biagio

Il Santo di oggi, 3 febbraio, è San Biagio. San Biagio è stato un vescovo e santo armeno, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. Biagio è invocato come protettore delle malattie della gola. Il nome Biagio deriva dal latino e letteralmente significa bleso, balbuziente. Nelle immagini sacre è rappresentato insieme o al bastone pastorale o a una candela o ad una palma o ad un pettine per lana. Il suo martirologio romano recita: «San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas, nell’antica Armenia, il martirio sotto l’imperatore Licinio.»

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La vita di San Biagio

San Biagio nacque a Sebaste nell’Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Morto il vescovo di Sebaste, venne eletto come suo successore. Da quell’istante la sua vita fu tutta spesa per il bene dei suoi fedeli. In quel tempo la persecuzione scatenata da Diocleziano e continuata da Licinio infuriava nell’Armenia per opera di Lisia ed Agricola. Quest’ultimo diede inizio ad una intesa ricerca di Biagio, il quale si era nascosto in una caverna del monte Argo. Per moltissimo tempo San Biagio rimase nascosto in quella solitudine, vivendo in continua preghiera e continuando sempre il governo della Chiesa con messaggi segreti. Un giorno però un drappello di soldati mandati alla caccia delle belve per i giochi dell’anfiteatro, seguendo le orme delle fiere, giunsero alla sua grotta. San Biagio allora venne arrestato e condotto da Agricola. Agricola chiese a San Biagio di rinunciare alla fede cristiana, ma Biagio si rifiutò. Così il giudice lo fece battere con verghe e poi gettare in carcere.  Gli furono allora lacerate le carni con pettini di ferro e fu sospeso ad un tronco d’albero. Alla fine fu condannato ad essere sommerso in un lago. I carnefici lo lanciarono nell’acqua, e mentre tutti si aspettavano di vederlo annegare, Biagio tranquillamente si pose a camminare sull’acqua finché raggiunse la sponda opposta. Il giudice a questo punto lo fece decapitare. San Biagio morì il 3 febbraio del 316 a Sebaste.

Il culto di San Biagio

La memoria di San Biagio è celebrata il 3 febbraio. Il corpo di san Biagio fu sepolto nella cattedrale di Sebaste. Nel 732 una parte dei suoi resti mortali, deposti in un’urna di marmo, furono imbarcati, per esser portati a Roma. Una tempesta fermò la navigazione sulla costa di Maratea, dove i fedeli accolsero l’urna contenente le reliquie e la conservarono nella Basilica di Maratea, sul monte San Biagio. La cappella con le reliquie fu poi posta sotto la tutela della Regia Curia dal re Filippo IV d’Asburgo, con lettera reale datata 23 dicembre 1629: da allora è nota popolarmente col nome di Regia Cappella. Un gran numero di località vantano di possedere un frammento del corpo del santo. Ciò è dovuto, oltre all’antica usanza di sezionare i corpi dei santi e distribuirne le parti per soddisfare le richieste dei fedeli, alla pratica della simonia, una delle cui forme consisteva nel vendere reliquie false, o reliquie di santi omonimi, ma meno conosciuti.

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