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Il santo del giorno 3 marzo: Santa Cunegonda di Lussemburgo

Il Santo di oggi, 3 marzo, è Santa Cunegonda. Cunegonda, chiamata anche Cunegonda di Lussemburgo, fu imperatrice del Sacro Romano impero e fu proclamata beata e santa. Il nome Cunegonda deriva dall’antico tedesco e significa letteralmente che combatte per la stirpe. Nelle immagini sacre è spesso rappresentata con la corona che contraddistingue il suo stato e con un mantello rosso. Il suo martirologio romano recita: «A Oberkaufungen nell’Assia, in Germania, santa Cunegonda: molti benefici arrecò alla Chiesa insieme al marito sant’Enrico imperatore, e, dopo la morte di costui, ella stessa migrò al Signore nel convento in cui come monaca si era ritirata, facendo di Cristo la sua eredità. Il suo corpo fu deposto con tutti gli onori accanto alle spoglie di sant’Enrico a Bamberga».

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La vita di Santa Cunegonda

Santa Cunegonda figlia di Sigfrido, primo conte di Lussemburgo e di Edvige di Nordgau, discendente in linea diretta da Carlo Magno. Cunegonda sposò nel 998 Enrico IV, duca di Baviera, che divenne imperatore. Alla morte di Ottone III, che non aveva eredi, Enrico, il 6 giugno 1002, fu incoronato re di Germania dall’arcivescovo di Magonza. Cunegonda venne incoronata regina due mesi più tardi a Paderborn. Enrico, dopo aver constatato la sterilità della moglie, non volle ripudiarla, ma preferì rinunciare ad avere degli eredi al trono pur di continuare a vivere insieme a lei.  Alla morte del papa Sergio IV, Enrico e Cunegonda scesero a Roma e diedero il loro sostegno all’elezione di Benedetto VIII contro la fazione di Crescenzio, furono poi incoronati imperatori dal nuovo papa il 14 febbraio 1014. Nel 1007 avevano fatto costruire la cattedrale di Bamberga, che dedicarono a san Pietro e a san Giorgio e un’abbazia benedettina dedicata a san Michele. Come era tradizione dell’epoca, partecipò al governo dell’impero. Dopo la morte del marito si spogliò degli abiti imperiali per vestire quelli monacali. Da quel momento si dedicò ad una vita di ascesi, di digiuni e di penitenze, dedicandosi anche a umili lavori manuali e assistendo le consorelle ammalate. Santa Cunegonda morì a Kaufungen, 3 marzo 1039.

 

Il culto di Santa Cunegonda

Santa Cunegonda fu canonizzata il 29 marzo del 1200 da Innocenzo III. La festa si celebra il 3 marzo. Nella bolla pontificia di canonizzazione è scritto che Cunegonda fu accusata ingiustamente di infedeltà coniugale e che il marito, per provarne l’innocenza, le chiese di sottoporsi pubblicamente all’ordalia del fuoco. La santa accettò e passò a piedi nudi sopra dei vomeri infuocati, senza ustionarsi. Nella bolla è riportato anche un episodio miracoloso, di una notte quando, addormentatasi mentre leggeva la Bibbia alla luce di una candela, fu avvolta completamente dalle fiamme, le consorelle accorsero e videro che le spense solo tracciando un segno di croce. Durante la Seconda guerra mondiale avrebbe salvato la città di Bamberga da un bombardamento alleato, suscitando un’improvvisa nebbia che avvolse rapidamente tutta la città. Fra il 1499 e il 1513, nella cattedrale di Bamberga, lo scultore Thielmann Riemenschneider eseguì i bassorilievi del sarcofago che contiene le reliquie di santa Cunegonda e del marito Enrico II, essi la rappresentano mentre paga i costruttori della cattedrale, mentre distribuisce elemosine ai poveri e mentre si sottopone all’ordalia. Enrico II viene rappresentato mentre viene portato in cielo da san Lorenzo.

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