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Il Santo del giorno 30 luglio: San Pietro Crisologo

Il Santo di oggi, 30 luglio, è San Pietro Crisologo. Pietro Crisologo è stato vescovo di Ravenna ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica che nel 1729 l’ha proclamato dottore della Chiesa. Il nome Pietro deriva dal latino e letteralmente vuol dire “pietra” o “sasso squadrato”. Nelle immagini sacre è spesso raffigurato con il bastone pastorale, simbolo della sua carica ecclesiastica. Il suo martirologio romano recita: «San Pietro, detto Crisologo, vescovo di Ravenna e dottore della Chiesa, che, munito del nome del beato Apostolo, ne svolse lo stesso ministero con tale maestria, da attirare alla fede le folle con la rete della sua celeste dottrina, saziandole con la dolcezza del suo divino eloquio. Il suo transito avvenne il 31 luglio a Imola in Romagna».

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La vita di San Pietro Crisologo

San Pietro Crisologo nacque a Imola alla fine del IV secolo. Il vescovo di Imola, Cornelio, lo battezzò introducendolo così alla fede cristiana. Pietro si dedicò agli studi letterari e giuridici a Ravenna e a Bologna. Ordinato diacono sempre da Cornelio, lo affiancò durante il suo lavoro. Papa Sisto III lo nominò vescovo di Ravenna nel 433. La sua pietà e il suo zelo gli fecero guadagnare l’ammirazione dei fedeli e il soprannome Crisologo. Nel periodo in cui ricoprì il ruolo di vescovo Pietro fece costruire la prima chiesa cristiana a Ravenna. San Pietro Crisologo morì a Imola il 2 dicembre 450. Il suo corpo è stato seppellito nel Duomo di Imola all’interno di un sarcofago posto nella navata di sinistra della cripta.

Il culto del Santo del giorno

Le opere di San Pietro Crisologo ebbero nel corso dei secoli moltissima fortuna. La maggior parte delle opere del Santo sono commenti brevi e concisi dei testi biblici. Pietro Crisologo spiegò in maniera molto efficace il mistero dell’Incarnazione, le eresie di Ario e di Eutiche e il Credo apostolico. Ha inoltre dedicato una serie di omelie alla Vergine Maria e a San Giovanni Battista. Le sue opere furono pubblicate per la prima da Agapito Vicentino a Bologna nel 1534. In seguito Francesco Liverani pubblicò nove nuove omelie e varie altre prediche ritrovate all’interno di alcuni manoscritti trovati in varie biblioteche italiane. Molte sue omelie nel 1874 furono tradotte in tedesco.

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