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Il Santo del giorno 4 aprile: Sant’Isidoro di Siviglia

Il santo di oggi, 4 aprile, è Sant’Isidoro di Siviglia. Isidoro di Siviglia è stato un teologo, scrittore e arcivescovo spagnolo. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica che lo considera Dottore della Chiesa. Papa Giovanni Paolo II lo ha designato nel 2002 come patrono di Internet e di chi ci lavora. Il nome Isidoro deriva dal greco e vuol dire dono di Iside. Nelle immagini sacre Sant’Isidoro è rappresentato sia con il simbolo della sua carica ecclesiastica, il bastone pastorale, sia con un libro, simbolo della sua professione di scrittore e teologo. Il suo martirologio romano recita: «Sant’Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa, che, discepolo di suo fratello Leandro, gli succedette nella sede di Siviglia nell’Andalusia in Spagna; scrisse molte opere erudite, convocò e presiedette vari concili e si adoperò sapientemente per il bene della fede cattolica e per l’osservanza della disciplina ecclesiastica». 

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La vita di Sant’Isidoro di Siviglia

Sant’Isidoro nacque a Cartagena nel 560 circa. Perse presto i genitori Severiano e Turtura e venne cresciuto così dal fratello Leandro, che intorno all’anno 600 lo avrebbe avvicendato sul soglio dell’arcidiocesi. Nel corso del vescovato di Isidoro la Spagna visigotica riconobbe in questa figura una paternità di rinascita culturale e di conservazione dei saperi del passato, che Isidoro racchiuse in compendi ed antologie. Scrisse molto, su vari argomenti, opere di carattere culturale e dottrinario di scienza, storia, teologia, morale ed esegesi biblica. Sant’Isidoro riunì, inoltre, diversi concili provinciali tra i quali si ricorda in particolare quello del 633, ossia il quarto Concilio nazionale di Toledo, durante il quale si occupò di uniformare, a discapito dei priscillianisti, le formule liturgiche della regione spagnola. Il Santo morì a Siviglia il 4 aprile 636. 

Sant’Isidoro e la Divina Commedia

Sant’Isidoro viene nominato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Precisamente Dante nomina Isidoro di Siviglia nel decimo canto del Paradiso nei versi 130-132: «Vedi oltre fiammeggiar l’ardente spiro d’Isidoro, di Beda e di Riccardo, che a considerar fu più che viro». In questo canto della Divina Commedia Dante e Beatrice si trovano nel IV Cielo del Sole tra gli spiriti sapienti della prima corona. Dante qui incontra san Tommaso d’Aquino, che gli presenta gli altri undici beati. Tra appunto questi undici beati viene nominato proprio Sant’Isidoro di Siviglia. Quindi viene lodato per le sue capacità di scrittore e teologo. La sua opera principale è l’Etymologiarum sive Originum libri XX, che egli mandò, non ancora emendata, a S. Braulio, cui si deve la divisione in 20 libri. Le Etymologiae sono una grande enciclopedia in cui la materia è ordinata secondo i vocaboli a partire dalla loro etimologia, ovvero secondo l’origine e la storia della parola.

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