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Il Santo del giorno 6 gennaio: Epifania del Signore

Oggi, 6 gennaio, si festeggia l’Epifania del Signore. L’Epifania è una festa cristiana celebrata dodici giorni dopo il Natale, ossia il 6 gennaio per le Chiese occidentali e per quelle orientali che seguono il calendario gregoriano, e il 19 gennaio per le Chiese orientali che seguono il calendario giuliano. Il termine deriva dal greco antico e vuol dire manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina. Sin dai tempi di San Giovanni Crisostomo il termine assunse una valenza ulteriore, associata alla Natività di Gesù Cristo. Nelle Chiese cattolica, ortodossa e anglicana è una delle massime solennità celebrate, assieme, per esempio, alla Pasqua, al Natale e alla Pentecoste, ed è quindi istituita come festa di precetto; nei Paesi in cui non è festività civile, viene spostata alla domenica tra il 2 e l’8 gennaio. È la festività che tradizionalmente conclude il tempo di Natale e le feste in generale, infatti un noto proverbio recita “l’Epifania tutte le feste porta via”.

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Cosa si ricorda nel giorno dell’Epifania

Nel giorno dell’Epifania si ricorda la venuta dei magi al cospetto di Cristo. I Re Magi  giunsero  a Betlemme con diversi doni per il Re dell’Universo, che si manifestava al mondo (Epifania). I tre doni che i magi lasciarono a Gesù furono l’oro, che indica la regalità di Gesù; l’incenso, il suo sacerdozio e la mirra, usata nella preparazione dei corpi per la sepoltura, l’espiazione dei peccati attraverso la morte. Come i pastori erano stati chiamati dall’angelo a partecipare della Gloria di Dio e della pace degli uomini, così ora i Magi, esperti astronomi, venivano guidati dalla stella per partecipare anch’essi all’evento che ha mutato storia e destini. L’Epifania celebra l’universalità della Chiesa. I magi, infatti, non hanno proposto alla Madonna e a san Giuseppe di educare il Bambino Divino nella loro religione, ma si sono sottomessi a Gesù. Questi sapienti si sono umilmente prostrati alla Verità, all’Amore, alla Bellezza che avevano dinnanzi. Nel 614 la Palestina fu occupata dai Persiani guidati da Re Cosroe II e distrussero quasi tutte le chiese cristiane, risparmiando la Basilica della Natività di Betlemme perché sulla facciata vi era un mosaico raffigurante i Magi vestiti con l’abito tradizionale persiano. Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba, a sud di Teheran, intorno al 1270. Nel 1162 l’imperatore Federico Barbarossa fece distruggere la chiesa di Sant’Eustorgio a Milano, dove erano state portate le salme dei Magi e se ne impossessò. Nel 1164 l’arcicancelliere imperiale Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia, le sottrasse e le portò nella cattedrale della città tedesca, dove ancora oggi sono conservate.

L’Epifania si lega alla storia della Befana

La Befana, corruzione lessicale di Epifania, è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la penisola italiana. Secondo la tradizione, si tratta di una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (la notte dell’Epifania) e riempire le calze lasciate da essi, appositamente appese sul camino o vicino a una finestra. I bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone. In tutta Italia si festeggia in maniera diversa, ad esempio ad Urbania viene tradizionalmente collocata la Casa Ufficiale della Befana. Vi si celebra inoltre ogni anno la “Festa Nazionale della Befana“, tradizione ormai ventennale e conosciuta in tutta Italia. In Toscana, nella provincia di Grosseto, esistono i “Befani”, uomini che il giorno dell’Epifania vanno assieme alla Befana per le vie cittadine dei paesi a eseguire canti tradizionali maremmani. A Venezia ogni anno 50 uomini si sfidano in una competizione proprio nel tratto centrale del Canal Grande. Una regata piuttosto particolare, se consideriamo che l’arrivo è rappresentato da una calza gigante e che, soprattutto, i 50 vogatori si travestono da Befane!

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