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Il santo del giorno 8 marzo: San Giovanni di Dio, fondatore dei “Fatebenefratelli”

Oggi, 8 marzo, si festeggia San Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli. Nato a Montemor-o-Novo, poco lontano da Lisbona, nel 1495, e trasferitosi in Spagna all’età di 8 anni, Giovanni di Dio – al secolo Giovanni Ciudad – vive una vita di avventure, passando dalla pericolosa carriera militare, alla vendita di libri e di immagini religiose. Dopo aver incontrato la drammatica realtà dei malati, abbandonati a se stessi, umiliati ed emarginati e, dopo aver subito lui stesso maltrattamenti nel periodo di ricovero in cui veniva considerato pazzo per la sua “fulminante” conversione e la sua fede smisurata, decide di consacrare la sua vita al servizio degli infermi e dei bisognosi.

San Giovanni di Dio fonda il suo primo ospedale a Granada nel 1539. È da considerarsi “pioniere” nell’organizzazione e separazione degli ambienti ospedalieri in base ai vari tipi di ammalati o di bisognosi: una vera innovazione per l’epoca, tanto che il medico e antropologo Cesare Lombroso l’avrebbe definito secoli dopo il “creatore dell’ospedale moderno.
Sulle sue orme, attorno al carisma di Ospitalità, intesa come accoglienza incondizionata a tutte le fragilità dell’essere umano, i suoi primi compagni danno inizio alla fondazione dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, detto dei “Fatebenefratelli”, a memoria dell’invito che sempre il Santo di Granada ripeteva mendicando per le strade della città: “Fate bene fratelli a voi stessi per amore di Dio”.
Muore l’8 marzo del 1550. Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 viene proclamato Patrono degli ammalati, degli ospedali, degli infermieri e delle loro associazioni e, infine, Patrono di Granada. San Giovanni di Dio è anche Patrono speciale dei Librai.

L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, dopo 5 secoli, è presente oggi nei 5 continenti, in 54 Paesi, con oltre 450 opere sanitarie e sociali che contano ogni anno 1 milione di persone ricoverate e oltre 20 milioni di prestazioni.
L’opera assistenziale è portata avanti grazie al contributo di più di 1.000 religiosi, 60 mila collaboratori e 30 mila volontari. Africa, America Latina, America del Nord, Asia/Pacifico, Europa: questo il quadro mondiale ricco e complesso della Missione, dal quale emerge con forza l’internazionalità dell’Ordine. Cambiano gli scenari per ogni Regione ma la missione è unica e sempre attuale, senza mai dimenticare la centralità della Persona, in risposta ai suoi bisogni e a tutte le sue fragilità materiali e spirituali.

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