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Il Santo del giorno 9 giugno: Sant’Efrem il Siro

Il Santo di oggi, 9 giugno, è Sant’Efrem il Siro. Efrem il Siro è stato un teologo, scrittore fra i più antichi scrittori di lingua siriaca e il più importante fra essi. Venne riconosciuto come dottore della Chiesa cattolica nel 1920 da papa Benedetto XV. Il nome Efrem deriva dall’ebraico e vuol dire che porta frutto, fertile. Il suo martirologio romano recite: «Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo».

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La vita di Sant’Efrem il Siro

Sant’Efrem nacque attorno al 306, nell’attuale Nusaybin. Il periodo in cui è vissuto fu contraddistinto da una grande tensione religiosa e politica. Nel 298 l’imperatore romano Diocleziano aveva stipulato un trattato con il re persiano, con il quale aveva ottenuto il trasferimento della città sotto Roma. Questa annessione ebbe come conseguenza che la giovane comunità cristiana dovette subire la persecuzione romana. Sant’Efrem venne battezzato all’età di 18 anni e entrò in un convento. Divenne diacono e il suo vescovo lo volle come professore. Compose inni e scrisse dei commentari biblici. La tradizione vede in Efrem il fondatore della scuola di Nisibis, che nei secoli successivi fu il centro educativo della Chiesa d’oriente. Nel 363 si insediò definitivamente a Edessa. Morì di peste il 9 giugno 373. 

Il culto di Sant’Efrem il Siro

Sant’Efrem fu molto influente fra i cristiani di Edessa. La comunità lo chiamava “sole dei siriani”. Sant’Efrem durante la sua vita produsse numerose opere. Efrem esprimeva le sue idee attraverso l’opera poetica. Compose nella lingua nativa poesie di contenuto didattico o esortativo, con un forte lirismo e particolarmente idonee al canto collettivo. La grande diffusione di questi canti  fu favorito soprattutto dal carattere popolare delle sue poesie. Efrem si serviva della poesia come di un eccellente mezzo pastorale perfino nelle omelie e nei sermoni, dove risaltava la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura. Dedicò 20 inni alla Madonna, della quale era molto devoto.

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