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Il Senato non si costituirà parte civile nel processo contro Silvio Berlusconi?

L’Ufficio di Presidenza del Senato, con dieci voti contrari e otto favorevoli, si è espressa contro la costituzione di parte civile in giudizio nel processo sulla compravendita di senatori. Tale processo è in corso a Napoli e vede imputati con l’accusa di corruzione, l’ex premier Silvio Berlusconi e il faccendiere Valter La Vitola. Gli imputati sono accusati di aver comprato il senatore Sergio De Gregorio con un versamento da tre milioni di euro, per far cadere il governo allora presieduto da Romano Prodi. La Commissione interpellata dal Presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso, ha avuto il compito di stabilire se sussistono le condizioni giuridiche per una costituzione di parte civile del Senato della Repubblica nel processo.

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Hanno dato parere positivo alla costituzione di parte civile i componenti dell’Ufficio di presidenza del Senato: Alessia Petraglia (Sel), cinque senatori del Pd (Valeria Fedeli, Silvana Amati, Maria Rosa Di Giorgi, Angelica Saggese e Luciano Pizzetti), Laura Bottici (M5S) e Hans Berger (Gruppo Autonomie). Per un totale di 8 senatori.

Hanno votato contro: la senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta, Antonio Poli
del Partito Popolare per l’Italia, quattro esponenti di Forza Italia (Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Alessandra Mussolini e Maria Elisabetta Alberti Casellati), Lucio Barani (Gal), Antonio Gentile (Ncd) e due senatori della Lega (Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi). Per un totale di 10 senatori.

La decisione finale spetta al Presidente Pietro Grasso, che sicuramente terrà in considerazione il parere dei colleghi parlamentari. Se il Senato si costituisse, sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica assumere il ruolo di parte civile in un procedimento contro un parlamentare.

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