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Il suicidio dell’extra-vergine: violento attacco del New York Times all’olio di oliva prodotto in Italia

“Extra Virgin Suicide”: non poteva esserci titolo più eloquente per l’infografica con cui il New York Times ha sferrato un violento attacco all‘olio di oliva prodotto in Italia, accusato di essere tutto fuorché un prodotto di qualità, come la denominazione “extra vergine” invece vorrebbe.

L’editoriale grafico, che porta la prestigiosa firma del direttore artistico del NYT Book Review Nicholas Blechman, attacca duramente quello che viene dipinto a tutti gli effetti come un prodotto truffa: l’olio extra vergine di oliva prodotto in Italia, ma con materie prime provenienti da altri paesi, e non  solo dell’Unione Europea, e soprattutto tagliato e adulterato con olio di semi.

Scorrendo l’infografica, si legge che questa pratica sarebbe responsabile del crollo del prezzo dell’olio di qualità sui mercati. Di questa situazione, secondo l’editorialista del NYT, sarebbero responsabili in primis alcuni grandi imprenditori italiani del settore oleario, con complicità politiche ad alto livello, nonostante la forte azione di controllo e repressione svolta dalle forze dell’ordine.

extra virgin suicide

Un attacco violento, insomma, che però dimentica un piccolissimo particolare: al di là delle frodi che non sono certo la “regola” fino a prova contraria, se l’olio prodotto nel modo sopra descritto può fregiarsi del nome “extra-vergine” lo si deve a normative europee, non certo solo italiane. Pur essendo l’Italia primo importatore di olio di oliva, esistono altri olii prodotti in Europa (Spagna, Grecia, Cipro) che rispondono alle medesime caratteristiche.

Pazzesco quindi associare il 69% dell’olio extra vergine taroccato presente sul mercato statunitense ai soli prodotti “made in Italy”: qual è la fonte di questo dato? Ce lo chiediamo noi, come se lo chiedono le migliaia di produttori di olio extra-vergine di oliva italiano di qualità, quelli più piccoli e per i quali i mercati internazionali sono ancora un sogno.

Un sogno che può essere infranto dalla disinformazione e dall’assenza delle Istituzioni. Già, vorremmo chiedere al Ministro delle Politiche agricole italiano cosa ne pensa di questo editoriale ma… non c’è, si è appena dimesso per questioni che nulla c’entrano con le politiche agricole! Non ci resta che sperare nel semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea.

Le frodi esistono, sono state scoperte e gli strumenti per combatterle sono sempre più affinati. La Coldiretti, la principale associazione degli imprenditori agricoli italiani, ha fortemente voluto la legge approvata nel febbraio 2013 e chiamata “salva olio”. Ma è esclusivamente per volontà politica e per l’inerzia dell’Unione Europea nel sanzionare le inadempienze se non risulta pienamente applicata: qui si, ci sentiamo di dare ragione al NYT, sull’azione nefasta delle lobbies politico imprenditoriali nostrane.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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