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Il vero segreto per vivere fino a 120 anni

La storia inizia con due scienziati Italiani, il Dr Passarino ed il suo collega Maurizio Berardelli, un esperto in genetica dell’Università della Calabria e un geriatra. Stanno per far visita ad un certo commercialista, Salvatore Caruso, che ha la particolarità di avere 106 anni e di vivere a Molochio, un paese che si distingue per annoverare ben 4 centenari

Caruso ci tiene a mostrare il suo documento, che testimonia il fatto che è nato il 2 Novembre del 1905 e racconta ai ricercatori di essere in ottima salute, con una memoria a dir poco prodigiosa. Il simpatico vecchietto ricorda benissimo la morte del padre, avvenuta nel 1913, quando era ancora un ragazzino. L’influenza del 1918 che quasi uccise sua madre e suo fratello. La risposta alla scontata domanda degli scienziati sul come abbia fatto a vivere tanto a lungo apparì quasi scontata “niente tabacco, niente bacco e niente Venere”. Al di là di non fumare, non bere e non far sesso, Caruso ammise di aver quasi sempre mangiato fagioli e verdure, evitando per la maggior parte della sua vita le carni rosse.
Più o meno la stessa storia di Domenico Romeo, il compaesano di 103 anni che aveva descritto la sua dieta in questi termini “poco di tutto”. O anche della 104enne Maria Rosa Caruso che, nonostante una salute non ottima, aveva cantato ai due una vechcia canzone dedicata al patrono locale.

Sostanzialmente mangiavano il poco che c’era a disposizione in una Calabria non certo benestante. Ma il legame tra una dieta poco calorica e la longevità è stato scientificato essere falso. Passarino comunque non era particolarmente interessato al tipo di dieta perchè, si sa, è la prima cosa che un vecchietto orgoglioso dei suoi anni ti viene a raccontare. L’altra tradizione è affermare di aver bevuto qualche elisir ma la scienza oggi è più interessata all’utilizzo di tecnologie genetiche e molecolari per stabilire se esistono elementi scientifici per determinare la lunga vita.
Esperimenti in piccole comunità in cui la media di centenari è più alta del normale sono già stati condotti. In Calabria la caccia alle molecole ed ai meccanismi che conferiscono la longevità a persone come Salvatore Caruso parte dall’Anagrafe.

Analizzare la demografia di un’area è infatti essenziale per capire in che misura la longevità e determinata dalla genetica ed in che misura dall’ambiente.Dando un occhiata ai registri, ed in particolare a Francesco D’Amato, nato nel 1905 e morto del 2007 a 102 anni, è possible ricostruire il suo albero genealogico. Fu cosi che i due scienziati analizzarono ben 202 centenari andando indietro nel tempo fino agli inizi del diciannovesimo secolo, comparando l’età di fratelli e sorelle, genitori e anche spose e mariti.
Un lavoro meticoloso fatto in un ambiente unico, dove la gente era cresciuta ed aveva mangiato e vissuto allo stesso modo con abitudini analoghe,  per scoprire che sebbene i parenti ed i consorti degli ultranoventenni fossero in media deceduti ad un età più alta della media, i fattori genetici coinvolti sembravano beneficiare più i maschi delle femmine.

Poichè è provato che le donne hanno una possiblità da 4 a 5 volte superiore di diventare centenarie rispetto agli uomini, cosa che farebbe sembrare il fenomeno un fatto genetico. Lo studio Calabrese dimostrerebbe invece che l’aspetto genetico influenzerebbe molto di più le donne, che invece hanno benefici da aspetti più legati alla dieta ed alle cure mediche.
Da analisi condotte su campioni di sangue e tessuti di persone ultracentenarie raccolti dal Dr Passarino, emergerebbe che tra le persone del gruppo Calabrese che hanno vissuto oltre 90 anni ci sarebbe una forte presenza di “allele”; un gene in grado di favorire la digestione e sviluppare il gusto per cibi amari come i broccoli o i piselli di terra. Cibi per l’appunto ricchi di polifenolo, un componente che preserva la salute cellulare e permette alle cellule dell’intestino di estrarre nutrimento in modo più efficace dal cibo.

Oltre a ciò, Passarino ha scoperto una presenza significativa di una proteina in grado di regolare al meglio l’energia ed il calore umano, elementi che condizionano il tasso di invecchiamento. Passarino indica nel suo studio 6 elementi che influenzano la longevità. “la maggior parte di essi riguardando la resistenza allo stress, il metabolismo e la gestione dell’energia”. Il gruppo del professore al momento sta esaminando come i fattori ambientali possono influenzare una persona dall’infanzia e per tutto il periodo in cui si frequentano le scuole.

Tanti sono gli studi che riguardano questo argomento ma non dimentichiamoci del destino. Il centosettenne Caruso di MOlochio infatti evitò di partire per il fronte Russo a causa di una frattura multipla alla gamba. Molti suoi coetanei purtroppo morirono durante quel brutto episodio durante la seconda guerra mondiale e lui è ancora qui, è la gamba non gli fa nemmeno male!

 
Photo Credit: pedrosimoes7 via Compfight cc

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – quindicesima puntata

milena gabanelli

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